«BRIGHTEST BLUE - Ellie Goulding» la recensione di Rockol

Ellie Goulding si immerge nel blu alla scoperta di una nuova sincerità

La cantante pop, famosa per aver contribuito alle colonne sonore di film come “Hunger Games” e “Cinquanta sfumature di grigio” torna con un album elegante, dalle due facce.

Recensione del 03 set 2020 a cura di Claudio Cabona

Voto 6/10

La recensione

Con “Delirium” del 2015, il suo terzo album, la cantante britannica Ellie Goulding ha cercato di rimanere in piedi sull’onda del successo, ottenendo buoni risultati. Forte di alcuni brani, diventati iconici all’interno della saga di “Cinquanta sfumature di Grigio”, “Hunger Games” e altre pellicole di successo, Goulding ha giocato bene le sue carte, confezionando un album radio friendly. In “Brightest Blue”, a cinque anni di distanza, si respira un’atmosfera diversa: la seconda parte del progetto, in cui compaiono pezzi già famosi come “Worry About Me”, “Hate Me” in collaborazione con il compianto rapper Juice Wrld, “Sixteen”, è paradossalmente quella meno interessante.

La prima, invece, regala una Goulding più raffinata, sincera, che non rinuncia mai a mettere in mostra le sue grandi doti vocali, giocando con il suo timbro vibrante, ma che allo stesso tempo prova a uscire dalla sua zona di comfort. Perché separare le due parti? Lo spiega la stessa artista: “(La seconda parte) è una raccolta di canzoni che ho scritto attraverso un personaggio che è letteralmente il mio alter ego. Mi è piaciuta l’idea di essere in grado di interpretare una donna molto forte e potente, ma questo non si sposava con il resto delle canzoni presenti nel progetto. Sono consapevole di saper scrivere dei miei pensieri e delle mie emozioni in un modo orecchiabile. Cerco sempre di usare la mia voce in modi che nessuno si aspetterebbe mai e di collaborare con artisti che mi piacciono indipendentemente da quanto sono conosciuti”.

Attenzione, però, a non pensare che a un album testualmente e vocalmente più sincero ne corrisponda uno più minimale.

Le canzoni hanno arrangiamenti sontuosi con orchestre e archi che difficilmente lasciano isolata la voce dell’artista britannica. “Power” e “How Deep Is Too Deep” sono viaggi romantici in cui Goulding cerca se stessa, quasi ci fosse una sorta di “ripartenza”, proprio come in “Start”, brano d’apertura in collaborazione con il cantante Serpentwithfeet. “Brightest Blue”, la traccia che regala il titolo al disco, è un innalzamento delle doti vocali dell’artista, affiancata da cori spirituali e capaci di regalare un’atmosfera più densa alla canzone. Il brano più riuscito è “Woman”. L’artista, in questo progetto, prova a scavare maggiormente in profondità, ma non si può parlare di un album introspettivo. “Brightest Blue” resta un buon disco per gli amanti del pop di Ellie Goulding che, oltre a confermare i tratti che l’hanno resa celebre, tenta di andare oltre, iniziando, forse, a volgere verso una dimensione pop più intima nel linguaggio, che però deve ancora maturare ed evolversi.  .

TRACKLIST

#1
01. Start (05:08)
02. Power (03:11)
04. Cyan (00:57)
05. Love I’m Given (03:29)
06. New Heights (04:12)
07. Ode To Myself (01:51)
08. Woman (03:47)
09. Tides (03:51)
10. Wine Drunk (00:48)
11. Bleach (03:17)
12. Flux (03:50)
13. Brightest Blue (04:49)

#2
01. Overture (01:17)
02. Worry About Me (02:59)
03. Slow Grenade (03:37)
04. Close To Me (03:02)
05. Hate Me (03:08)
06. Sixteen (03:21)
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