«LOOK FOR THE GOOD - Jason Mraz» la recensione di Rockol

“Look For The Good”, la filosofia di vita di Jason Mraz si trasforma in musica

L’artista, insieme al produttore Michael Goldwasser, ha realizzato un disco-manifesto in cui la musica reggae fa da collante fra le dodici canzoni.

Recensione del 20 giu 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

È una “rivoluzione” personale quella che auspica Jason Mraz nel suo ultimo progetto “Look For The Good”, scritto e registrato nello studio di casa, una fattoria nel sud della California. L’album, il settimo della sua carriera, inizia e termina con la stessa frase: "Cerca il bene". Non è uno slogan, ma una sorta di filosofia che attraversa tutto il progetto. Il grande merito della voce della hit mondiale “I'm yours” è quello di riuscire a trattare argomenti spessi in modo leggero, ma non banale. La costruzione sonora delle canzoni e la scelta delle parole creano un universo, capace di far muovere il corpo e allo stesso tempo il cervello, trovando un equilibrio mai scontato di questi tempi. È una miscela già sperimentata in passato, ma che grazie al lavoro intrapreso con Michael Goldwasser (fondatore dell'etichetta indie reggae Easy Star Records e produttore per Matisyahu, Steel Pulse, Toots and the Maytals, Easy Star All-Stars) raggiunge una nuova forma. I due avevano già lavorato insieme per “Have It All”, brano uscito nel 2018.

In questo-progetto manifesto, Jason Mraz auspica, lontano da facili buonismi, un mondo con meno conflitti come nel pezzo "Make Love", chiedendo alle persone di trovare la propria pace interiore e di proiettarla verso l'esterno, facendosi portatori di una “rivoluzione contagiosa”, che da personale può diventare collettiva. Lo fa anche toccando argomenti di forte attualità come l’uso delle armi, la disuguaglianza sociale e l’ambiente. In "My Kind", una canzone nata come fosse un freestyle, ci ricorda che siamo tutti connessi, “quello che avviene qui in America può succedere anche in Italia”, ha raccontato al lancio dell’album. Un altro tema centrale è il rifiuto dell’individualismo. In "Wise Woman" celebra le donne, oltre alla Madre Terra. "Time Out" vede protagonista l’artista reggae giamaicana Sister Carol, che con una voce calda incoraggia l'ascoltatore a capire quando fermarsi a riflettere sulla propria esistenza.

C’è un altro ospite a sorpresa: Tiffany Haddish, comica e volto noto della tv, che carica la musica con strofe rap in "You Do You". “Look For The Good” è un album reggae, ma è soprattutto un album di Jason Mraz. È stato scritto e registrato nello studio di casa di Jason, dove abita e lavora, avvolto dal verde della sua fattoria. Le radici che hanno sempre contraddistinto la musica di Mraz sono evidenti, ma qui il reggae, con i suoi ritmi e i suoi riferimenti culturali, è la vera colonna portante dell’album. Non mancano anche incursioni calde nel pop. “Jason e io volevamo creare un album con un vero flusso, non solo una raccolta di grandi canzoni. Volevamo tornare a quei giorni in cui ascoltando un disco, iniziavi a volare e a compiere un viaggio”, ha spiegato Michael Goldwasser.

TRACKLIST
01. Look For The Good
02. Make Love
03. My Kind
04. Good Old Daze
05. You Do You
06. Wise Woman
07. Take The Music
08. Time Out
09. Dj Fm Am Jjason
10. Hearing Double
11. The Minute I Heard Of Love
12. Gratitude

TRACKLIST

01. Look For The Good (05:09)
02. Make Love (05:35)
03. My Kind (04:56)
04. Good Old Daze (04:11)
06. Wise Woman (04:41)
07. Take The Music (05:48)
08. Time Out (feat. Sister Carol) (05:10)
09. DJ FM AM JJASON (04:25)
10. Hearing Double (03:04)
12. Gratitude (06:57)
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