«HOW I’M FEELING NOW - Charli XCX» la recensione di Rockol

Charli XCX e il suo disco scritto, registrato e pubblicato in quarantena

Non sarà un capolavoro assoluto, se non altro perché da un disco scritto e registrato in meno di un mese non ci si può aspettare poi tanto. Però "How I'm feeling now" di Charli XCX merita comunque di essere ascoltato: la recensione.

Recensione del 15 mag 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Non sarà un capolavoro assoluto, se non altro perché da un disco scritto e registrato in meno di un mese non ci si può aspettare poi tanto. Però "How I'm feeling now" di Charli XCX merita comunque di essere ascoltato e raccontato con attenzione. Era lo scorso 6 aprile quando - in piena emergenza coronavirus - la popstar britannica salita alla ribalta nel 2014 con la hit "Boom clap" e stimata - per il suo pop elettronico raffinato, piacevole ma non piacione - anche da Simon LeBon, Giorgio Moroder e dai Blondie, in auto-isolamento nel suo appartamento, annunciava di aver deciso di impiegare il tempo in casa a scrivere e registrare un nuovo album,  da far uscire nel giro di quattro settimane. Ha mantenuto la promessa: il disco è arrivato stanotte sulle principali piattaforme di streaming. È un progetto estemporaneo, come indica anche il titolo (che suggerisce il senso di una fotografia scattata sul momento, senza mettersi in posa), ma che - a differenza delle varie canzoni pubblicate dagli artisti in queste settimane, sia sul tema del virus che non, destinate a perdersi nel flusso delle uscite singole - è destinato forse a restare, essendo ufficialmente un album.

Charli XCX ha registrato gli undici pezzi che ne compongono la tracklist con ben pochi mezzi: "La natura di questo disco è molto indicativa dei tempi che stiamo vivendo in questo periodo perché per realizzare la musica, gli artwork e i video potrò usare solo gli strumenti che ho a disposizione al momento", aveva anticipato lei, quasi mettendo le mani avanti. Si è confrontata insieme ai suoi collaboratori attraverso gli schermi di pc, tablet e smartphone, con riunioni trasmesse in streaming e ha aperto un indirizzo e-mail in modo che chiunque potesse inviarle suggerimenti: isolata, ma non sola. Raccontando le lavorazioni dei brani con post e dirette sui social, trasformando così la sua cameretta in una sorta di studio di registrazione aperto a tutti: "Un progetto all'insegna della collaborazione affinché chiunque voglia esplorare la propria creatività possa farlo insieme alla mia".

Esperanza Spalding nel 2017 scrisse e incise il suo "Exposure" in 77 ore, trasmettendo tutto in diretta su Facebook. Due anni prima, nel 2015, PJ Harvey aveva idealmente buttato giù le pareti dello studio incidendo il suo "The Hope Six Demolition Project" all'interno di un museo, il Somerset House di Londra, in sessioni aperte al pubblico: "Spero che in questo modo i visitatori possano sperimentare di persona l'energia che fluisce durante il processo di registrazione di un disco", aveva detto. In Italia, prima del lockdown Coez aveva annunciato il format "Nella casa", che lo avrebbe visto registrare nuova musica in diretta sui social, rimandato a data da destinarsi dal momento che prevedeva la partecipazione - fisica, chiaro - di diversi ospiti tra musicisti, cantanti e produttori. Un'idea non originalissima, quella di Charli XCX, ma ad ogni modo interessante.

Un primo assaggio di "How I'm feeling now" era arrivato già a tre giorni dall'annuncio, con il singolo "Forever", seguito una decina di giorni dopo da "Claws": due pezzi dall'attitudine DIY, do-it-yourself, che però dimostrano che - quando vuole - il bedroom pop può andare anche oltre le atmosfere lo-fi a cui ci hanno abituato i vari songwriter da cameretta usciti negli ultimi anni. Le altre tracce del disco confermano questa impressione, da "Pink diamond" a "Visions", passando per "c2.0" e "Anthems": sono inni pop perfetti per essere ballati e cantati a squarciagola nelle arene, che - a parte il contesto in cui sono nati - con il bedroom pop condividono ben poche cose.

Tra elettronica e hip hop, Charli XCX guarda parecchio agli Anni '90, con omaggi neppure così impliciti a certe hit di quella decade (i synth di "Pink diamond" vi faranno di sicuro venire in mente "Better off alone" di Alice DJ, per fare un esempio). Certo è che se si fosse presa più tempo per lavorare al disco, le canzoni sarebbero state qualitativamente migliori (le tracce non sono passate per molte mani, prima di finire in streaming), ma così questa piccola impresa avrebbe perso di senso.

TRACKLIST

01. pink diamond (02:04)
02. forever (04:03)
03. claws (02:29)
04. 7 years (03:15)
05. detonate (03:39)
06. enemy (03:42)
08. c2.0 (03:40)
09. party 4 u (04:56)
10. anthems (02:51)
11. visions (03:49)
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