«WARNINGS - I Break Horses» la recensione di Rockol

I Break Horses: "prestate attenzione alle vostre vite"

In "Warnings" il duo elettronico svedese invita alla calma, tra suggestioni cinematografiche e toni crepuscolari che trasformano in un lungo piano sequenza le malinconie moderne

Recensione del 13 mag 2020 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Forse quell’hard disk rotto è stato un segno del destino. Anziché provare a ripararlo per recuperare due anni di lavoro, Maria Lindén ha preferito ricominciare tutto daccapo. Così, la musicista svedese, insieme al collega Fredrik Balck alla batteria, si è rimessa in moto, senza perdersi troppo d’animo, per il nuovo album del suo progetto a due I Break Horses.

Con il nome preso in prestito da un brano di Bill Callahan, in questo “Warnings” il duo scandinavo richiama fin da subito il concetto di fare attenzione a quanto può capitare nella vita. Non solo a livello tecnologico, ma anche umano. Il disco infatti è la sintesi di un periodo pieno di punti interrogativi riassunti nei diversi stati d’animo, emozionali e talvolta anche ossessivi che lo compongono. Alquanto complicata dagli eventi, che oltre al danno informatico ha registrato anche una serie di collaborazioni inconcludenti e l’utilizzo di diversi studi, l’atmosfera generata riesce però a evocare con suggestione cinematica le assortite malinconie della cantante.

Combinando insieme dinamiche shoegaze con le tensioni della fredda elettronica, il timbro etereo della Lindén si riempie così di sfumature dolciastre, capace di dare anima alle cupe ambientazioni sintetiche cui si abbina. Pensato come una possibile colonna sonora dei film che l'artista ha deciso di guardare senza l’audio originale, “Warnings” ricompone quelle sequenze riempiendo delle immagini che non ci è concesso di vedere con sonorità morbide ed estaticamente sospese. I nove minuti dell’iniziale “Turn” raccontano di quegli intrecci, in una malìa alchemica che traccia la presa di coscienza di chi è deciso a cambiare direzione, incapace di mantenere vivo un rapporto sentimentale ormai compromesso. Ugge che si trasformano in languide carezze, come in “Neon lights” o nella notturna “Baby you have travelled for miles without love in your eyes”. Con “Death engine”, invece, i toni crepuscolari si arricchiscono di coloriture decisamente più drammatiche, in una storia che racconta, in un crescendo di ritmi lenti sostenuti dal mellotron, il tentativo, non riuscito, di un suicidio.

Gli avvertimenti suggeriti dal titolo arrivano quindi attraverso le rivelazioni di una trama che si snoda a poco a poco, lungo il percorso narrativo di un disco carico di riverberi e dissonanze. Non offrono alcun intento moralizzatore, se non di richiamare l’attenzione su quanto può essere considerato non del tutto giusto nelle nostre umane vicende. Una raccomandazione che nei piani di Maria Lindén era anche un invito a rallentare i ritmi per vivere con la dovuta calma un’epoca fin troppo frenetica e straniante. La materia di “Warnings” riesce quindi a catturare con ragionato tempismo quel senso di incerto intervallo affidato a questo particolare momento storico con la stessa disorientata perplessità. Nel farlo, inscena un lungo piano sequenza composto da testi introspettivi, sintetizzatori analogici e loop circolari. La voce angelica  trasporta con sé le sue fondanti sfumature di grigi esistenziali, assumendo contorni a tratti più definiti quando richiede il suo oblio in “Silence”, ma risulta in grado di accendersi pure di un accento quasi crudele mentre, ribaltando le prospettive, intona la sua ammissione di colpevolezza in “I’ll be the death of you”. 

Incanto e insieme apprensione che il duo I Break Horses dalle lande di Svezia porta in un lontano altrove, tra una delicatezza soffusa e gli incubi glaciali di “Denlillapaseavlycka” e “Absolutamollpunkten” e che, proprio come per Goldfrapp e Beach House, si lascia andare alla propria grazia visionaria. Un intrico avvolgente di pop e tessiture digitali, fino a che “Depression tourist” non consegna attraverso uno spettrale vocoder il ritorno necessario alla realtà. Improvvisamente ovattata e irriconoscibile.

TRACKLIST

01. Turn (09:00)
02. Silence (04:28)
03. l a r m (01:03)
04. I'll Be The Death Of You (04:37)
05. d e n l i l l a p å s e a v l y c k a (01:59)
06. The Prophet (05:41)
07. Neon Lights (05:44)
08. I Live At Night (04:29)
09. Baby You Have Travelled For Miles Without Love In Your Eyes (04:24)
10. Death Engine (07:51)
11. a b s o l u t a m o l l p u n k t e n (02:17)
12. Depression Tourist (02:33)
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