«WHAT'S NEW, TOMBOY? - Damien Jurado» la recensione di Rockol

Damien Jurado è l'antidoto all'indie-folk da cartolina. Però...

In 'What's New, Tomboy?' c'è la maestria di un bravo autore che ha un unico difetto: non saper domare la propria creatività

Recensione del 06 mag 2020 a cura di Davide Poliani

Voto 6/10

La recensione

A dare il senso di chiusura della trilogia iniziata con "The Horizon Just Laughed" e proseguita con "In the Shape of a Storm" è, più di tutte, "Ochoa", secondo brano nella tracklist di "What's New, Tomboy?" dedicato al suo storico collaboratore Richard Swift - all'anagrafe Ricardo Ochoa - scomparso due anni fa: "Where you go / Far from me, but not for long", canta Damien Jurado su un tappetto acustico in fingerpicking, dipingendo - come in una Spoon River persa nella provincia dell'America di oggi - uno dei ritratti che compongono il suo terzo album in tre anni.

Il cantautore di Seattle non cambia coordinate e rimane sulle tracce di big dello slowcore come Smog e Will Oldham, rallentando i battiti e inseguendo l'essenzialità, riuscendo allo stesso tempo a schivare i cliché del genere: pur aiutato - nella maggior parte dei casi - solo da una sezione ritmica più che discreta, Jurado dimostra di saper essere a proprio agio tanto con la melodia - in "Birds Tricked Into The Trees", in apertura - quanto con le digressioni minimali di "Francine" e "Sandra" e le batterie elettroniche alla Folk Implosion di "Frankie" e "When You Where Few".

"The End of the Road", piazzata quasi in chiusura e forse uno degli episodi musicalmente più convenzionali di "What's New, Tomboy?", restituisce alla perfezione l'essenza di Jurado, autentico artigiano capace di cesellare una storia all'interno di tre accordi e una melodia con una nonchalance rara, da apprezzare e studiare soprattutto ora, con l'insieme di stilemi catalogati alla voce indie folk diventato ormai maniera, il più delle volte stucchevole. 

A ventitré anni da "Waters Ave S." Jurado non deve più dimostrare né di essere maturato né di dover affinare le sue capacità da autore. Semmai, a voler essere pignoli, è la capacità di dosare le forze il vero tallone d'Achille: "What's New, Tomboy?", pur nella sua rarefatta bellezza, mostra la stessa debolezza dei suoi predecessori, cioè l'eccessiva urgenza. Che rende le canzoni senza dubbio spontanee, ma che diluisce le idee e rende meno vividi i colori. Ed è un peccato che succeda in appena mezz'ora...

TRACKLIST

02. Ochoa (03:10)
03. Alice Hyatt (02:42)
04. Arthur Aware (03:23)
05. Francine (02:30)
06. Fool Maria (04:14)
07. When You Were Few (02:42)
08. Sandra (02:42)
10. Frankie (02:46)
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