«DARK BOYS CLUB - Dark Polo Gang» la recensione di Rockol

La Dark Polo Gang è morta, viva la Dark Polo Gang

Il trio trap capitolino cambia tutto e ritorna alle origini: la recensione di "Dark Boys Club", il nuovo disco con ospiti Salmo, Anna, Ketama126 e Capo Plaza.

Recensione del 08 mag 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Suona un beat di Sick Luke, fiamme sul Colosseo. Se pensavate di esservi liberati della Dark Polo Gang, vi sbagliavate di grosso. Sulla copertina di "Dark Boys Club", il nuovo disco, Wayne Santana, Tony Effe e Pyrex non ci sono, ma potete immaginarveli mentre camminano verso di voi lasciandosi alle spalle l'anfiteatro simbolo della città eterna avvolto dalle fiamme, con un ghigno stampato sul volto. Bruciare tutto per ricominciare daccapo: è questo, tra le righe, il messaggio che il trio capitolino vuole trasmettere con quell'immagine.

"Trap lovers", il disco di due anni fa - il primo per major - che aveva fatto storcere il naso ai fan della primissima ora del gruppo, tra sonorità più patinate e plasticose rispetto a quelle degli esordi (dietro c'era lo zampino di Michele Canova, navigato produttore del giro pop, già al fianco di star come Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Giorgia, Jovanotti: insomma, non molti punti in comune con la Dpg), è solo un brutto ricordo. Ora Wayne, Tony e Pyrex ritornano per certi versi alle loro origini, ma con intenzioni diverse. Niente più trollate, niente più atteggiamenti da cazzoni, niente più maschere: stavolta la Dark Polo Gang fa sul serio, davvero.

"Dark Boys Club" recupera la logica del mixtape che aveva caratterizzato i lavori del trio prima di "Trap lovers": è un disco che raccoglie brani scritti e registrati in momenti diversi, alcuni finalizzati nei mesi precedenti alla quarantena e altri realizzati a casa dai tre componenti del gruppo proprio durante questo periodo. Non c'è un supervisore artistico che prova a dare una linea al progetto, com'era invece successo con Canova per il disco del 2018: qui la Dark Polo Gang ha collaborato con produttori diversi, di ambito rap e trap.

C'è l'immancabile Sick Luke (come noto, è merito dei suoi beat se pezzi come "Caramelle", "Spezzacuori" e "Sportswear" hanno permesso alla Gang di riscuotere ampi consensi, ai tempi degli esordi), ma ci sono anche Charlie Charles, Youngotti, Chris Nolan, Andry the Hitmaker e Kermit.

Tanti i feat, con presenze di spicco come quelle di Salmo (il rapper sardo fa la sua parte in "Pussy", su un beat potente e quasi tribale: "Toc toc, Hitchcock / questa bitch vuole un big cock / TikTok, sit bro'"), Ketama126 (in "Dark Love Gang") e Anna (il ficcante intervento della femcee rivelazione di "Bando" in "Biberon" è purtroppo brevissimo: "Fammi un gelato al sapore dei soldi / ti lancio in faccia la panna"). E poi Tedua ("Savage"), Capo Plaza ("Amiri boys"), Samuray Jay e Boro Boro ("No stupid"), Mambolosco ("4L"), Drefgold (anche lui in "Biberon"), Traffik e Oni One ("#Freetraffik").

Tra beat crudi e spigolosi e strofe dalla metrica affilata, le sonorità e i toni riprendono l'umore street che fece conoscere la Dark Polo Gang quando la trap non era ancora una moda. Solo che nelle tracce di "Dark Boys Club" non c'è più quella velata autoironia che era alla base dei testi dei pezzi del passato, nei quali la Gang prendeva in giro sé stessa per fare il verso all'intera scena rap italiana ("Abbiamo provato a sentire 'sti cazzo di rapper italiani, abbiamo visto che facevano tutti schifo, quindi ci siamo detti: 'Fondamentalmente potremmo fare i soldi con questa roba", dicevano dei contenuti dei loro brani). Wayne Santana, Tony Effe e Pyrex oggi non sono più i ragazzini di qualche anno fa - vanno per i trenta - e anziché seguire le mode (niente urban, qui dentro) inaspriscono il loro stile: "Cambio pelle come uno snake", trappa Tony Effe su "Dark", la prima traccia del disco, una sorta di manifesto della Dark Polo Gang 3.0, dopo gli esordi, l'addio di Side e dunque svolta con "Trap lovers".

Certo, se non vi piace il genere questo disco non vi farà cambiare idea. Ma se fosse l'inizio di un nuovo corso della storia della trap capitolina? Un modo per uccidere quello che loro stessi hanno creato e ricominciare daccapo, risorgendo dalle proprie ceneri, donando nuova linfa vitale a un genere che da un po' sembra essere impantanato da proposte ripetitive, la cui unica sostanza sembra la posa? La Dark Polo Gang è morta, viva la Dark Polo Gang.

TRACKLIST

01. DARK (01:44)
02. GANG (02:50)
03. SAVAGE (feat. Tedua) (02:44)
04. PUSSY (feat. Lazza & Salmo) (02:41)
05. DARK LOVE GANG (feat. Ketama126) (02:55)
06. AMIRI BOYS (feat. Capo Plaza) (02:35)
07. NO STUPID (feat. Boro Boro & Samurai Jay) (02:59)
08. 4L (feat. MamboLosco) (02:27)
09. BIBERON (feat. DrefGold & ANNA) (02:30)
10. #FREETRAFFIK (feat. Traffik & Oni One) (02:44)
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