«ONE WORLD: TOGETHER AT HOME - Artisti Vari» la recensione di Rockol

One World Together At Home, l'album: ora pensiamo alla musica, e non alle tappezzerie

Già disponibile sulle piattaforme la versione audio delle performance: una mega-playlist di 79 canzoni, con alti e bassi, figlia di una lunga tradizione, quella dei concerti-benefit

Recensione del 20 apr 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

La recensione

A poche ore dalla maratona “One World Together at home” è già un album, disponibile sulle piattaforme in streaming. 79 canzoni con le performance diffuse nella notte tra sabato e domenica (no, non c’è  il misterioso Jean Aigrefin).
Il risultato è una mega-playlist, più che un album nel senso stretto, che permette di concentrarsi sulla musica.

Perché il giochino che abbiamo fatto un po' tutti è lo stesso che si fa ad ogni diretta streaming, in questo periodo: guardare e commentare le case, gli sfondi. Sabato notte, ho letto tanti commenti sulle canzoni quanti sul letto sfatto di Charlie Puth, sul giardino di Elton John, gli studi di registrazione di questo o quello.  Ci sta, ovviamente, ma torniamo alla musica.

Ovviamente l’operazione non è inedita: i concerti benefici he diventano musica registrata sono una tradizione, a partire dal “Concert for Bangladesh” di George Harrison che nel ’71 inaugurò questa formula. 
Ora parlare di “concerto”, oggi, è improprio: sia in generale, sia per questo casi specifiche sono performance ovviamente casalinghe e comunque pre-registrate. Alcune dal vivo molte erano “voce su base” o direttamente post-prodotte: tra i momenti più belli quello con Charlie Watts che faceva “air drumming” nella canzone dei Rolling Stones, o Keith urban che si è triplicato per suonare "Higher love", sovrapponendo diverse registrazioni.

È difficile e forse ingeneroso fare ragionamenti su cosa è funzionato e cosa no, perché alla fine gli obiettivi sono altri: una delle cose che mi hanno colpito di più nel vedere la lunga maratona è che veniva ripetetuto: “Non vi stiamo chiedendo soldi, abbiamo già raccolto quello che serviva. Sedetevi e godetevi lo spettacolo”. L’obbiettivo era intrattenere (e Dio solo sa se quanto ce n’è bisogno in questo periodo) e informare sul lavoro fatto da medici e infermieri, e ringraziarli. Togeter At Home era infatti il culmine di una serie di performance sul web iniziate con il concerto di Chris Martin su Instagram, che hanno raccolto oltre 120 milioni di dollari.

Il risultato, ascoltato in versione solo audio, è comunque piacevole. La sequenza prevede in testa le canzoni della parte finale, quella andata in TV: si parte dalla bella versione di “Smile” di Lady Gaga, motore del progetto. Qua ci sono i nomi più grossi, spesso alle prese con cover (le trovate qua e qua) o con canzoni a tema. Stupendi i Rolling Stones con “You can’t always get what you want”, perfetto Stevie Wonder piano e voce nel medley con “Lean on me” di Bill Whiters e la sua “Love’s in need of love today”.
Molti hanno scelto questo formato tastiere e voce: bella e commovente “River cross” per organo a pompa, la canzone che chiude l’ultimo album dei Pearl Jam riportata da Eddie Vedder alla versione spesso suonata nei suoi concerti solisti.

Molto bella la versione di “Sunny” di Billie Eilish con il fratello Finneas al piano elettrico.  Altri sono decisamente incerti: Paul McCartney perde il filo su “Lady Madonna” ed Elton John mastica le parole di “I’m still standing”.


Dopo “The prayer”, cantata a quattro voci da Celine Dion, Andrea Bocelli, John Legend, e Lady Gaga e suonata da Lang Lang, comincia la sequenza delle performance trasmesse solo in streaming e non in TV.

 Si tratta di 60 performance, talvolta due brani per alcuni artisti: ci sono delle intepretazioni notevoli, che forse meritavano pure di essere messe in prima linea: Annie Lennox (stupenda la versione di “There Must Be an Angel (Playing with My Heart)” con la figlia Lola) o Michael Bublé che ha riletto in chiave swing “God Only Knows” dei Beach Boys. Notevoli anche Killers (a cui è bastata una chitarra e una tastiera per un gran sound), Christine And The Queens, Ellie Goulding, Hozier. Ottima la performance di Zucchero (con “Everybody’s Got to Learn Sometimes” che poi è la sua“Indaco dagli occhi del cielo”, riportata alla versione originale dei Korgis). Una piccola segnalazione personale è per gli irlandesi .Picture This che funzionano meglio in versione acustica (bella “Troublemaker”) che nel pop un po’ troppo prodotto di studio. 

Se vogliamo trovare il difetto, sono mancati tanti nomi grossi: i primi assenti che vengono in mente sono  Springsteen (molto defilato in questo periodo, anche troppo: parteciperà solo ad un benefit per il New Jersey organizzato da Bon Jovi) e gli U2.  Mancava anche la canzone più bella uscita in questo periodo, “No time for love like now” di Michael Stipe, ma era persino troppo delicata e complessa per uno show dove inevitabilmente si è puntato su pezzi già noti o cover famose.

Comunque sia: un’operazione importante, condotta in maniera pressoché impeccabile: il fatto che a meno di 24 ore dalla fine siamo già in grado di ascoltare tutte queste canzoni lo dimostra.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.