«STUPIDE COSE DI ENORME IMPORTANZA - Marco Giudici» la recensione di Rockol

Gli "affetti stabili" di Marco Giudici

Poetico e disarmante, "Stupide cose di enorme importanza" è il nuovo album del cantautore milanese, negli ultimi anni al fianco di Generic Animal e di Adele Nigro negli Any Other. La recensione.

Recensione del 29 apr 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 8/10

La recensione

C'è qualcosa di dolce e di tenero - al di là dell'ironia dei social in queste ore - nell'espressione "affetti stabili". Nell'epoca della precarietà, in cui tutto ciò che ci circonda è condannato a una certa fugacità e le relazioni - in primis - soffrono della sindrome di storia Instagram, destinate a svanire nel giro di ventiquattro ore, è confortante pensare che certi affetti possano essere considerati "stabili". È la stessa forma di dolcezza e di tenerezza che ispirano le canzoni di Marco Giudici, cantautore milanese classe '91 entrato a far parte del roster di 42 Records, l'etichetta - per metà romana e per metà bolognese - diventata negli ultimi anni uno dei punti di riferimento della nuova scena cantautorale italiana dopo aver lanciato con successo I Cani di Niccolò Contessa, Colapesce, Cosmo e (in tempi più recenti)

Any Other e Tutti Fenomeni.

Il suo "Stupide cose di enorme importanza" è un album poetico e di una bellezza disarmante, arrivato praticamente dal nulla, senza fare troppo rumore, evitando la retorica che accompagna uscite del genere: "il nuovo fenomeno indie", "il cantautore rivelazione", "la promessa della scena". È uno stile diverso, quello di Marco Giudici: per lui parlano le canzoni, che hanno ben poco a che vedere con quelle dei principali esponenti della scena.

Arrangiamenti minimal e suoni delicati: il cantautore milanese punta tutto sui testi e sulla sua interpretazione, che non è sempre perfetta e anche per questo riesce a coinvolgerti emotivamente.

Di elettronica ce n'è poca, pochissima: sintetizzatori e programmazioni non definiscono il suono del disco, semmai si limitano ad aggiungere piccoli dettagli, tra batterie acustiche, archi, bassi, sax e piano. Giudici, che in passato si è fatto conoscere come Halfalib e che negli ultimi tempi ha collaborato come produttore con artisti come Generic Animal e Rareș, ha arrangiato l'album insieme ad Adele Nigro, che affianca nel suo progetto Any Other. Adele, qui, si occupa del sax, del basso, dei synth, delle programmazioni e anche dei cori e oltre a lei nel disco suonano anche Jacopo Hachen (piano), Alessandro Cau (batteria), Lucia violetta Gasti (violino), Daniele Savoldi (violoncello), l'ex Green Like July Andrea Poggio (cori) e Colapesce (è suo il fischio in "Spremuta d'arancia").

Nello stile ricorda spesso e volentieri Riccardo Sinigallia: stessa vena malinconica (ascoltate "Risaie amare" o "Pallonata con fotografia"), stessa attitudine da outsider lontano dai trend. Le canzoni non cercano semplici scorciatoie: giocano con le impressioni e le sfumature, evitando la cronaca della quotidianità tipica dell'ItPop per cercare un'altra poetica ("Puoi accompagnarmi dove sono cresciuto? / mi incastro nella mia pelle / tra i nodi e i noduli in gola e le braccia conserte", canta in "Spremuta d'arancia"). Dell'indie degli ultimi anni riprendono giusto parte dell'umore di fondo, quel mix tra inadeguatezza e inquietudine tipico di una generazione cresciuta in un mondo segnato da grandi stravolgimenti, una generazione di insicuri, timidi e disagiati che faticano a scoprirsi adulti e che sono costretti a fare i conti con un futuro che fa paura. Quella paura Giudici la combatte cantando i suoi "affetti stabili", appunto: "Questi ultimi mesi son stati un letargo / ti ho visto di rado e arrivavo in ritardo / ma poi tante cose di te le conservo / in una capanna sul mare", sussurra nella canzone che dà il titolo al disco.

Non sappiamo se "Stupide cose di enorme importanza" resterà solo un episodio nel curriculum musicale di Marco Giudici, o se sarà invece l'inizio di un nuovo percorso, dopo le esperienze degli ultimi anni. È quello che gli auguriamo (e ci auguriamo). Ché dischi e di canzoni così ce n'è bisogno.

TRACKLIST

01. Per chi dorme (03:42)
02. Spremuta d'arancia (04:23)
03. Risaie amare (03:56)
04. A volte io mi sento solo (01:29)
05. Nei giorni così (03:18)
06. Forse è un grazie (04:19)
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