«SAWAYAMA - Rina Sawayama» la recensione di Rockol

Il primo album di Rina Sawayama è un bacio saffico fra Beyoncé ed Amy Lee degli Evanescence

L’artista britannica di origini giapponesi, attraverso tredici canzoni, traccia il suo universo multiforme in cui il pop si mischia anche con il metal

Recensione del 17 apr 2020 a cura di Claudio Cabona

Voto 7/10

La recensione

A Rina Sawayama, artista britannica nata in Giappone nel 1990, ma cresciuta e oggi residente a Londra, piace giocare con le identità e con i suoni. L’effetto “playlist” che molti artisti pop vogliono conferire ai propri lavori, tuffandosi in un mare di generi diversi, non è una novità: i mash-up sonori che Sawayama propone nel suo album di debutto, però, sembrano voler andare ancora oltre introducendo sempre più elementi schizofrenici e freak che, su produzioni dal sapore revival, arrivano a strizzare l’occhio perfino al nu metal. Non tutto è amalgamato in modo sensato, anzi, l’elemento folle è sempre dietro l’angolo: il progetto è come un bacio saffico tra la Beyoncé del periodo Destiny's Child ed Amy Lee degli Evanescence.

Icona della comunità LGBT e modella capace di passare da un immaginario algido a quello colorato di un manga giapponese, con l’omonimo “Sawayama”, l’artista londinese traccia le linee del suo immaginario multiforme.

Poppy, FKA twigs e Charli XCX, a cui ha fatto da spalla nel tour inglese del 2019, sono i riferimenti che escono dal cilindro quando si fa il suo nome, finito sotto i riflettori per l’ep “Rina” del 2017 e per alcuni singoli. Il progetto di Sawayama, registrato fra Londra e Los Angeles con il suo produttore Clarence Clarity, è un viaggio attraverso tredici canzoni pop, con echi elettronici degli anni ’80 e sonorità anni ’90, in cui trovano spazio, con fiammate o in modo più strutturato, incursioni nel metal. Capita, ascoltando Sawayama, di ritrovarsi a muovere la testa su ritmi pop e R&B intervallati da chitarre potenti e a tratti insensate, il tutto mentre la sua voce suadente si fa più scura. In questo pianeta di contaminazioni si trovano brani come “Dynasty”, in cui è centrale il tema del dolore, e “STFU!”. Ci sono perfino elementi che ricordano le colonne sonore dei cartoni animati, "Paradisin" si muove su quel solco. “Comme Des Garçons (Like The Boys)” ha un ritmo che avvolge come un pitone da cui non ci si libera, è uno dei pezzi più riusciti del disco, che poi lascia campo all’enigmatica “Akasaka Sad”.

Quando i brani sono più equilibrati, come “Fuck This World (Interlude)”, Sawayama offre il meglio di sé, in questo caso cantando un tema delicato come quello dei cambiamenti climatici. Un altro pezzo che coglie nel segno è “Chosen Family", una ballata su un tappeto di sintetizzatori che farà felici i suoi fan queer. “Nell’album parlo di identità e di famiglia. Parlo anche delle difficoltà dell’imparare a conoscersi quando si convive con due culture totalmente differenti, nel mio caso quella giapponese e quella inglese, parlo di cosa sia il senso di appartenenza quando il concetto di casa è in continua evoluzione”, ha spiegato l’artista.

TRACKLIST
1. Dynasty
2. XS
3. STFU!
4. Comme des Garçons (Like The Boys)
5. Akasaka Sad
6. Paradisin'
7. Love Me 4 Me
8. Bad Friend
9. Fuck This World (Interlude)
10.

Who's Gonna Save U Now?.
11. Tokyo Love Hotel
12. Chosen Family
13. Snakeskin

TRACKLIST

01. Dynasty (03:08)
02. XS (03:21)
03. STFU! (03:23)
05. Akasaka Sad (03:02)
06. Paradisin' (03:06)
07. Love Me 4 Me (03:12)
08. Bad Friend (03:28)
11. Tokyo Love Hotel (04:27)
12. Chosen Family (04:08)
13. Snakeskin (03:12)
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