«CALM - 5 Seconds of Summer» la recensione di Rockol

I 5 Seconds of Summer non vogliono essere ‘una band per ragazzine’

La formazione di Sydney torna con il suo quarto album in studio, “Calm”: un disco che, sulla scia del precedente lavoro “Youngblood” del 2018, testimonia il cambiamento e l’evoluzione della band.

Recensione del 18 apr 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 6/10

La recensione

Dopo il debutto discografico con l’album eponimo del 2014 e la pubblicazione di “Sounds good feels good“ del 2015 - lavori dalle sonorità pop punk con richiami a band come Blink-182, Yellowcard e Green Day -, nel 2018 i 5 Seconds of Summer hanno dato alle stampe “Youngblood”, un disco caratterizzato da suoni più pop-dance rispetto ai due precedenti ma pur sempre fedele al sound delle origini del gruppo australiano.
Sulla scia del percorso stilistico intrapreso con il suo terzo album, la formazione di Sydney torna con un nuovo disco che, caratterizzato da sonorità più elettroniche dei lavori passati, testimonia il cambiamento e l’evoluzione della band.


“Calm” - acronimo dei nomi dei componenti del gruppo: Calum Hood, Ashton Irwin, Luke Hemmings e Michael Clifford - è il titolo del nuovo album dei 5 Seconds of Summer. Si tratta di un lavoro più personale, in cui ognuna delle dodici canzoni racchiude un messaggio, come il brano “Old me” che suggerisce di riconoscere i propri errori e il proprio passato per andare avanti.

Per questa nuova prova sulla lunga distanza - la cui produzione è stata curata da, tra gli altri, Andrew Watt (già al fianco della band per “Youngblood” e recentemente al lavoro con Ozzy Osbourne per “Ordinary man”), Louis Bell, Happy Perez e Benny Bianco - i 5SOS hanno sposato influenze anni ’70, si sono fatti ispirare dal synt-pop degli anni ’80 e hanno rubato spunti dai Nine Inch Nails per trovare una nuova dimensione.

L’album si apre con le voci di tutti i componenti del gruppo che nel brano “Red desert” si uniscono in un coro, che ricorda quello proposto dai 5 Seconds of Summer nella loro cover di “Killer queen” dei Queen. In questo modo la formazione australiana vuole dimostrare che ogni membro della band sa cantare, anche in un disco come “Calm” in cui - a differenza dei precedenti lavori del gruppo - la voce principale di ogni canzone è quella di Luke Hemmings, fatta eccezione per il brano “Wildflower” interpretato da Calum Hood.

“Easier” - singolo apripista del quarto album dei 5SOS e nato dalla collaborazione con il cantautore Charlie Puth (co-autore e co-produttore del brano) - è la canzone che, tingendosi di suoni che alla lontana ricordano la produzione di “Closer” dei Nine Inch Nails, racchiude l’idea del sound e delle atmosfere di “Calm” e dell’evoluzione stilistica intrapresa dalla band.
Con questo brano e “Teeth” - uno dei momenti più godibili del disco grazie al contributo di Tom Morello dei Rage Against the Machine che, con i suoi riff di chitarra, imprime forza alla canzone - si percepisce la volontà del gruppo di sperimentare mondi musicali diversi e creare nuovi scenari sonori per distaccarsi dall’essere “una band per ragazzine” come in passato.

Se dal punto di vista musicale si riconosce una ricerca di nuovi suoni e stimoli, nei testi delle tracce di “Calm” si ritrovano temi analizzati in modo semplice oppure già trattati in precedenza dalla band. “No shame”, per esempio, si serve di immagini accessibili per offrire una descrizione di una società dominata dalla voglia di apparire e dai social network; “Best years”, invece, parla di amore e di relazioni romantiche.

All’ascolto “Calm” suggerisce che la band ha intrapreso la strada verso la maturazione, non pienamente percorsa con “Youngblood”: con il loro ultimo disco i 5 Seconds of Summer hanno osato di più e hanno affrontato nuovi mondi sonori con più audacia. La vera prova per il gruppo australiano, adesso, è capire come maturare con ancora più convinzione e affrontare il cambiamento a suo vantaggio.

TRACKLIST

01. Red Desert (03:49)
02. No Shame (03:12)
03. Old Me (03:06)
04. Easier (02:38)
05. Teeth (03:25)
06. Wildflower (03:40)
07. Best Years (03:10)
09. Lover Of Mine (03:26)
10. Thin White Lies (03:02)
11. Lonely Heart (03:24)
12. High (02:58)
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