«LA TESTA FUORI - Giulia Mutti» la recensione di Rockol

In ‘La testa fuori’ Giulia Mutti esce allo scoperto

La 27enne cantautrice toscana gioca a carte scoperte presentando il suo primo album di inediti

Recensione del 10 apr 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 7/10

La recensione

Con “La testa fuori”, il primo album di inediti di Giulia Mutti, la cantautrice toscana esce allo scoperto, svela le proprie emozioni e racconta situazioni in cui l’ascoltatore può facilmente immedesimarsi. Catturando un’istantanea della contemporaneità, nelle canzoni di questo disco Giulia Mutti sembra immortalare anche questo periodo difficile che stiamo attraversando, che ha stravolto la nostra quotidianità, la nostra idea di normalità e i rapporti sociali.

Gli stati d’animo e le sensazioni che caratterizzano i giorni che stiamo vivendo emergono dalle metafore che colorano i testi delle canzoni di “La testa fuori” e che, come frutto di un sogno premonitore, suonano attuali. Un esempio è la seconda traccia del disco, “Romanzo cattivo” - che Giulia Mutti ha presentato alle selezioni del Festival di Sanremo 2020 -, in cui la cantautrice canta: “Tanto no, non siamo fatti per toccarci con i guanti / Non saremo mai distanti, ma nemmeno peccatori così grandi.”

Il tema delle relazioni interpersonali si intreccia, negli altri brani del disco, al concetto di lontananza e all’idea di coraggio grazie al quale è possibile - oltre che reagire alla fine di una storia di amore - scoprire sé stessi. Il brano “Un posto per pochi”, per esempio, descrive sia un  viaggio alla scoperta di diverse città del mondo sia un itinerario immaginario, attraverso il quale la mente può viaggiare e sentirsi libera ma anche scoprire i luoghi di una persona.

La 27enne cantante per questa sua prima prova sulla lunga distanza si è messa in gioco sia come autrice che come compositrice, dando vita a un lavoro in cui ogni brano racchiude la sua essenza. Giulia, per la sua grinta e la sua voce - che in alcuni passaggi emerge più graffiante che in altri come nella title track -, ricorda artiste italiane come Paola Turci e, per la sua sensibilità, sembra ispirarsi alla poetica di Nada.

Con questo album - prodotto da Fabrizio Barbacci, noto per la collaborazione con i Negrita oltre che per aver lavorato con Ligabue ad album come, tra gli altri, "Buon compleanno Elvis","Fuori come va?” e "Nome e cognome" - Giulia Mutti offre uno sguardo intimo di sé, giocando a carte scoperte. Attraverso la musica, talvolta tagliente dal sapore rock come nel singolo “La testa fuori” e in altri momenti più malinconica come nella ballad pop “Monet”, si scopre il carattere determinato ma anche dolce della cantautrice.

Alla fine dell’album, prima della traccia conclusiva “Almeno tre” - con cui Giulia Mutti ha partecipato a Sanremo Giovani nel 2018 - giunge una ventata di allegria con “L’estate con me”.

Il brano si apre con un riff che, alla lontana, sembra citare “Seven nation army” degli White Stripes e poi si apre verso sonorità pop-rock più vivaci, dove il suono della chitarra elettrica è sostenuto dal ritmo delle percussioni e del basso. La canzone, anche se la spensieratezza del pezzo è solo apparente - dal testo, infatti, traspare lo sguardo di Giulia sull’attualità e ciò che ci circonda - profuma di mare e la musica porta a sperare di vivere al meglio l’estate che, senza rendersene conto, è ormai alle porte.

TRACKLIST

01. La testa fuori (03:23)
02. Romanzo cattivo (03:25)
03. Un posto per pochi (03:32)
04. Lontana (02:57)
05. Monet (03:32)
06. Le rovine di Pompei (03:05)
07. Acciaio (03:38)
08. L'estate con me (02:57)
09. Almeno tre (03:17)
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