Blanche, al debutto con la dolce uggia di "Empire"

Tre anni dopo il grande exploit dell'Eurovision Song Contest di Kiev, la giovane cantante belga pubblica il suo album d'esordio tra synth pop e ragioni del cuore, dimostrando una personalità per nulla ordinaria

Recensione del 04 giu 2020 a cura di Marco Di Milia

Voto 8/10

Sul palco delle esagerazioni impossibili dell’Eurovison l’esibizione dell’esordiente Blanche era apparsa come una spiazzante anomalia. L’artista belga, presentando la sua “City Lights” nell’edizione del 2017 a Kiev, aveva incuriosito il pubblico presente e televisivo con una performance pressoché statica, gli occhi lucidi che tradivano tutta l’emozione dei suoi diciotto anni e un denso vocione in primo piano, lasciando spazio solo alla sua musica. Il brano, un moderno urban-pop dall’incedere piuttosto oscuro, è arrivato al quarto posto della classifica finale di quell’anno, uno dei migliori piazzamenti degli ultimi tempi ottenuti dal Belgio, avanti anche al nostro Gabbani e la sua “Occidentali’s Karma” che alcuni avevano visto come una delle possibili candidate alla vittoria finale.

A distanza di tre anni - e di 47 milioni di stream - da quel fortunato debutto internazionale, Ellie Delvaux, in arte Blanche, ha ora pubblicato il suo primo album, “Empire”, partendo proprio da quel sound, avvolgente e insieme raffinato. Annunciato per questa primavera e poi posticipato dalle contingenze sanitarie del momento, il disco è il risultato delle riflessioni nate dalla penna della cantante di Bruxelles, autrice di tutti i brani, nel corso dei frequenti spostamenti tra la sua città e Londra, riassumendo gli stati d’animo contrastanti vissuti in prima persona.

Canta delle sue personali battaglie, la giovane Blanche, con il calore della sua voce duttile a riempire i beat cadenzati di queste ballate minimaliste, capaci di leggerezza quanto di una profondità quasi magnetica. Dodici tracce, più una breve introduzione che cattura in un’eco infinita l’essenza fragile dei sentimenti, definita “fever for people”, raccontano così di un mondo in chiaroscuro fatto di assenze, di delusioni e pure di necessarie speranze. Nel singolo “Fences” tratta delle barriere incrociate lungo il percorso, reali o irreali che siano, mentre il suo timbro sembra farsi languido e sognante, ma anche esplosivo di una vitalità dance-pop che riesce a farsi subito trascinante. Gli “imperi” cui si riferisce sono uno dei temi portanti dell’album, quelle corazze personali che nella title track vengono presentate come dei gusci dentro i quali rifugiarsi per rendersi impermeabili a quanto si cela lì fuori: le ansie e i crucci quotidiani, ma anche la bellezza, i sentimenti e gli slanci di vitalità.

In “Empire” ecco quindi che il bisogno di lasciare il passo alle proprie emozioni si rivela a poco a poco, nelle intime suggestioni di “Only you”, “Summer nights”, “Stubborn” o nella più evocativa “Pain”, dove la musicista sembra voler ferire intenzionalmente i sentimenti del suo partner, si rende palese un conflitto interiore di impulsi ancora tutto irrisolto, che solo il tempo potrà finalmente chiarire. La stessa Blanche, nel presentare il suo disco, ha precisato che si tratta di un lavoro molto soggettivo: “Questo è il mio album; queste sono le mie canzoni e i miei sentimenti. Alcuni brani sono più personali, altri invece sono come storie moderne”.

Un equilibrio di introspezioni e di vulnerabilità che mette in scena le fantasie di una ragazza poco più che ventenne libera di perdersi nelle proprie dolci ugge, quasi estraniandosi dalla realtà. Mescolando strumentazioni analogiche e digitali, la cantante dimostra una caratura per nulla scontata in un album di debutto, per concedersi, al pari di Lorde e Lana Del Rey, romantiche malinconie e atmosfere di eterea sospensione. A volte smaliziata, a volte sognatrice e seduttrice, così come ingenua e fascinosa, Blanche, da “Till we collide” a “1, 2, miss you” intona le ragioni del suo cuore. Ritrovate e perse.

Tracklist

01. Intro (00:18)
02. Empire (04:57)
03. Till we collide (03:21)
04. Fences (03:23)
05. Only you (03:55)
06. Lonely (03:28)
07. How does that sound (03:28)
08. Soon (03:17)
09. 1, 2, Miss You (03:38)
10. Summer nights (03:54)
11. Pain (04:26)
12. We had (04:02)
13. Stubborn (03:39)

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