La casualità dell'esistenza per Greg Dulli

Il primo album solista della voce degli Afghan Whigs, un’opera in cui luci e ombri duellano costantemente. L'ascolto del vinile dalla redazione di "Vinyl".

Recensione del 20 feb 2020

Voto 6/10

di redazione Vinyl

Si tratta del primo album solista della voce degli Afghan Whigs. Tutte le canzoni, scritte e suonate dallo stesso Dulli, sono intrise di forte emotività e tensione rock, di sentimenti che girano intorno al concetto di “casualità” dell’esistenza.
Una strana alchimia di emozioni e circostanze che scolpiscono il vivere dell’uomo: tutto questo è al centro delle visioni dell’artista statunitense.

Nel pieno della tradizione cantautorale di Bob Dylan, Neil Young e Nick Cave, Dulli sforna un disco in cui la potenza della chitarra si alterna ai suoni più sepolcrali del pianoforte, passando anche per linee acustiche intime e viscerali, regalando all’ascoltatore un’opera in cui luci e ombri duellano costantemente.

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