«AMERICAN STANDARD - James Taylor» la recensione di Rockol

La forza tranquilla di James Taylor

Nuovo album di rivisitazioni del cantautore, questa volta dedicato agli standard del canzoniere americano

Recensione del 03 mar 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

La recensione

Quando sento James Taylor mi vengono in mente due cose: la parola "classe" e l'espressione "forza tranquilla".

Quest'ultimo fu un fortunato slogan coniato dal leggendario pubblicitario  Jacques Séguéla per Francois Mitterand negli anni '80: ogni tanto ritorna, sia in politica che fuori.

E ogni volta che sento la musica di Taylor mi viene in mente, per la serenità che trasmette con le sue canzoni, soprattutto quelle dell'ultimo periodo. "American standard" è il terzo disco di intepretazioni altrio in 20 anni (dopo un album di Natale e dopo "Covers" del 2008), in un periodo in cui ha pubblicato solo due dischi di inediti. A differenza del precedente, dedicato a repertorio più recente, questo è focalizzato al canzoniere americano classico, quello con cui Taylor è cresciuto. La storia del cantautore è pazzesca - l'ha raccontata recente in una biografia solo audio pubblicata in America: gli anni '60 e '70 furono dedicati a donne e soprattutto droghe (ha raccontato di avere avuto una brutta influenza sui Beatles, che gli pubblicarono il primo album per la Apple Records). È altrettanto pazzesco pensare alla forza che ci è voluta per uscire da quel periodo e arrivare a questa musica così tranquilla.

Una musica "di classe" appunto: espressione abusata e stereotipata, vero. Ma il livello di James Taylor è altissimo. Non solo nella voce, perfetta ed emozionante allo stesso tempo, ma anche negli arrangiamenti e nei suoni. Questi standard sono impreziositi dal suo stile di chitarra unico, semplice e complesso allo stesso tempo, e da pochi tocchi perfetti che creano un tappeto di groove su cui si adagiani la sua vice e gli altri strumenti: la cover di "Moon river" inizia come "Something in the way she moves" e si chiude con un'armonica che la rende ancora più commovente.

Il limite di James Taylor è la sua continuità: fin troppo simile a se stesso, tratta queste canzoni come tutte le altre, tanto che - come mi faceva notare un amico - questo potrebbe essere un suo disco di Natale; o, aggiungo io, potrebbe essere un disco di inediti in cui fatichi a distingure "Teach me tonight" (Gene De Paul e Sammy Cahn, resa famosa da Frank Sinatra e Dinah Washington), da un suo brano della produzione originale anni '70-'80.

Il pregio di "American standard" è che non è il solito album swing, genere su cui qualcuno ha (ri)costruito una carriera (si, mi riferisco a Rod Stewart, ma non solo...). Insomma: se siete amanti del genere, e del cantautorato americano classico, un disco assolutamente da ascoltare.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.