«THE ROAD TO EL DORADO - Elton John» la recensione di Rockol

Elton John - THE ROAD TO EL DORADO - la recensione

Recensione del 01 mag 2000

La recensione

La recensione che state leggendo in realtà non la state leggendo, visto che questo album uscirà in Italia soltanto a settembre – come assicura la casa discografica. Però, visto che per uno sbaglio o per la dura legge dell’import il disco in questione si trova già sugli scaffali dei centri commerciali nonché dei negozi specializzati, allora forse è il caso di non aspettare quattro mesi e parlarne adesso. Tanto più che si tratta di due dischi in uno, visto che “The road to el dorado” può essere considerato al tempo stesso la colonna sonora del nuovo kolossal a disegni animati della Dreamworks (competitor d’eccellenza della Disney, che aveva debuttato lo scorso anno con il valido “Il principe d’Egitto”, colonna sonora con tema portante cantato da Mariah & Whitney) e il nuovo album di zio Elton, lanciato a livello internazionale sulle orme di Cristina D’Avena – se lo detestate – o di Andrew Lloyd Webber – se vi sta simpatico. Dopo aver ribaltato il mondo come autore della colonna sonora del film “Il re leone”, chartbuster della Walt Disney, Elton John, probabilmente attratto dall’Eldorado di soldi promessogli dalla Dreamworks, ha cambiato casacca e ha scritto 11 canzoni inedite – tutta farina del sacco suo e di Tim Rice, già paroliere della saga di Simba, Scar & co. – che e illustrano a tempo di musica il percorso del film, ambientato nel 16esimo secolo della scoperta dell’oro in America Latina e della distruzione delle grandi civiltà. Rimane da vedere come la sceneggiatura del film sia venuta a patti con un tema tanto cruento, ma si sa che, soprattutto nello storie per ragazzi, tanti possono essere gli spunti su cui incentrare una narrazione, magari tenendo sullo sfondo temi scomodi. E così, a giudicare dal cavallo rampante che tiene sul dorso i due protagonisti del film, e dall’ascolto della colonna sonora, si desume qualcosa che ha a che fare con una grande avventura, con la ricerca dell’Eldorado, città mitologica nel quale rifulgono ricchezze inimmaginabili. Elton – sempre se vi piace – si dimostra in buona forma, a suo agio nello scrivere alcuni temi che non mancheranno di colpire l’immaginario musicale di quanti vedranno il film, come l’iniziale “El dorado”, “Someday out of the blue”, “Friends never say goodbye” e un fruibilissimo duetto con Randy Newman, “It’s tough to be a God”, oltre all’ultima canzone intitolata “Queen of cities”. Oltre a Elton John e Tim Rice, la squadra degli autori si avvale anche di Hans Zimmer e Gavin Greenaway (il primo era già autore dello score de “Il re leone”), che firmano tre composizioni strumentali inserite in altrettanti momenti del film, mentre va ricordato che degli 11 brani firmati da zio Elton soltanto 6 si ascoltano effettivamente nel film ( i primi cinque della tracklist più il duetto con Randy Newman). Il resto serve a fare il disco, oppure un’opera, un musical, un video, un campionato di calcio, una sfilata...con Elton John non si sa mai.
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