«MERCE FUNEBRE - Tutti Fenomeni» la recensione di Rockol

Il pop filosofico di Tutti Fenomeni, che fugge dalla trap seguendo le orme di Battiato

Lo ha prodotto Niccolò Contessa, che con I Cani ha plasmato e definito il suono dell'ItPop, prima di prenderne le distanze. 11 tracce che mischiano Chopin, i Depeche Mode, la Dark Polo Gang, Raffaella Carrà e Mozart. Da ascoltare.

Recensione del 20 gen 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Al primo ascolto proprio non ti convince. Lo trovi fastidioso e anche un po' pretenzioso. Anzi, molto pretenzioso, con tutte quelle citazioni nascoste qui e là che chiedono di essere scovate e decifrate. Ti fa sentire quasi a disagio. Poi lo ascolti una seconda e una terza volta, pian piano cominci a familiarizzare con l'universo di Giorgio Quarzo Guarascio - questo il vero nome del cantautore - e certe canzoni ti strappano pure un sorriso. Alla fine, questo disco non riuscirai a smettere di ascoltarlo e ti ritroverai a cantare versi del tipo "Leonardo Da Vinci era molto rock / mentre Caravaggio era più tipo un rapper" con un sorriso da ebete stampato sulle labbra. E realizzerai che "Merce funebre" di Tutti Fenomeni è probabilmente la cosa più originale e interessante prodotta dalla scena romana in questi ultimi anni: oltre il pop Anni '80 dei Thegiornalisti, il disagismo provinciale di Calcutta o quello romantico di Gazzelle e il neorealismo rap di Carl Brave e Franco126, l'ex trapper riscopertosi cantautore propone un pop filosofico che non si sforza di piacere. Tutt'altro: punta a diventare un cult per nerd, più che un fenomeno per ragazzine.

E forse non è un caso che dietro a "Merce funebre" ci sia il re dei nerd, nonché il padre putativo della scena romana, quel Niccolò Contessa che con il suo progetto I Cani ha plasmato e definito il suono dell'ItPop, prima di prenderne le distanze ed eclissarsi fino quasi a scomparire, limitandosi a produrre - solo quando ha voglia - altri artisti (Coez, certo, ma recentemente anche i Testaintasca). Contessa, che con Guarascio condivide l'etichetta (42 Records), ha preso per mano Tutti Fenomeni, lo ha aiutato ad archiviare il suo passato da trapper (è stato uno dei componenti della formazione originale del gruppo post-trap dei Tauro Boys) e a costruirsi una nuova identità da cantautore post-moderno. Se con "1969" Achille Lauro ha provato a dare dignità alla trap usando i suoni del punk-rock, "romanticizzando" i luoghi comuni del genere e riportandoli ad un immaginario retrò, in "Merce funebre" Guarascio e Contessa provano a fare la stessa cosa, ma con riferimenti musicali e letterari diversi. Ce n'è uno che spicca su tutti gli altri: Franco Battiato.

Così come il cantautore siciliano, che tra la fine degli Anni '70 e i primi Anni '80 uscì fuori dal tunnel della musica d'avanguardia proponendo una nuova idea di pop che mischiava alto e basso ("L'era del cinghiale bianco", "Patriots" e "La voce del padrone": tre album attualissimi ancora oggi), Guarascio e Contessa fanno convivere in "Merce funebre" le influenze più disparate, musicali e non solo. Delle sue passate produzioni Tutti Fenomeni mantiene il linguaggio, fatto di frasi all'apparenza nonsense e di mantra in bilico tra l'esilarante e il paradossale ("Siamo tutti regine / siamo tutti origine / cellule innamorate di un mondo accidentale"), con un gusto notevole per lo sberleffo ("Voglio incidere solo dischi brutti / così sarò sicuro di piacere a tutti"). E condisce le sue canzoni con citazioni che mettono insieme Chopin (l'intro del disco riprende la "Marcia funebre" del compositore polacco), i Depeche Mode (c'è l'eco di "Enjoy the silence" nei sintetizzatori di "Valori aggiunti"), la Dark Polo Gang (sempre in "Valori aggiunti" ad un certo punto cita la loro "Fiori del male": "Demoni alla porta baby / facci entrare"), Mozart, Da Ponte e Bizet (in "Hikmet" ci sono riferimenti ad arie della "Carmen" e de "Le nozze di Figaro"), Raffaella Carrà e Omero (in "Qualcuno che si esplode" riprende l'incipt del proemio dell'Iliade, già citato da Battiato nella sua "Cuccurucucù").

"Sono lo spartiacque / sono la Trauermarsch", ripete Tutti Fenomeni nel ritornello della canzone che chiude l'album, intitolata proprio così, "Trauermarsch": una parola tedesca che tradotta in italiano significa "marcia funebre". Un modo per autoproclamarsi il punto di non ritorno dell'ItPop, con la benedizione di chi l'ItPop lo ha in qualche modo creato? Solo un'interpretazione. Una delle tante possibili chiavi di lettura di questo bizzarro disco.

TRACKLIST

01. Marcia funebre (01:33)
02. Valori aggiunti (02:54)
03. Metabolismo (02:59)
04. Mogol (03:07)
05. Reykjavik (03:27)
06. Diabolik (03:05)
07. Hikmet (03:24)
08. Filosofia (02:47)
09. Marcel (03:23)
11. Trauermarsch (04:47)
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