Per carità, saranno irlandesi, bravissimi nelle armonie vocali, avranno anche cantato davanti al Papa, ma sti Corrs non convincono. I quattro fratellini Corr, desiderosi di fare un disco folk-country irrobustito da qualche sensazione rock, finiscono in realtà per essere un incrocio instabile di Wilson Phillips, Bangles, e la Imbruglia di turno. Buoni da ascoltare alla radio ogni tanto con i loro singoletti da highway americana "Only when I sleep" e "I never loved you anyway", i Corrs alla fine scontano il loro stesso buonismo, finendo per diventare irritanti. E così verso il quarto, quinto brano dellalbum, ispirati dalle atmosfere celtiche e chiesastiche, viene voglia di infilare nel lettore un album bello sporco di musica sudata e magari anche di guardarsi un film porno. Se non siete dei feticisti del pop state alla larga, se invece vi piace piangere guardando fuori dalla finestra e accarezzando il vostro gatto in un pomeriggio nuvoloso, questo è il vostro disco.
Corrs - TALK ON CORNERS - la recensione
Recensione del 22 apr 1998