«CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO - Biagio Antonacci» la recensione di Rockol

Biagio Antonacci prova a imboccare una strada diversa

Le dodici tracce di “Chiaramente visibili dallo spazio” rimangono in equilibrio fra uno stile più cantautorale e il pop a cui ha sempre abituato il suo pubblico

Recensione del 03 dic 2019 a cura di Claudio Cabona

La recensione

“Chiaramente visibili dallo spazio” è l’inizio di un percorso. Biagio Antonacci mostra la strada che vorrebbe intraprendere, inizia a camminare, ma non compie ancora la svolta a cui ambisce. Lo ha dichiarato anche lui: “Sogno un disco solo chitarra e voce, potrebbe essere il prossimo passo”. Le dodici tracce che compongono il progetto rimangono in equilibrio fra un approccio più cantautorale e il dinamismo pop a cui il cantante di Rozzano ha sempre abituato il suo pubblico. Il vertere verso un maggior minimalismo non è un’assoluta novità nella carriera di Antonacci: in questo caso non è un esperimento, ma un dichiarato tentativo di aprirsi maggiormente a un’idea di cantautorato più tradizionale.

L’album, la cui produzione è stata curata da Taketo Gohara e Placido Salamone, si apre con “L’amore muore”, che è una fotografia nitida delle nuove intenzioni di Antonacci. Si tratta di un pezzo più intimo, scarno, chitarra e voce, in cui l’artista racconta l’importanza del preservare i sentimenti in un’epoca che tende ad appiattirli. Il protagonista è un uomo abbandonato a se stesso, che non ha neppure più la forza di chiedere aiuto. Questo pezzo di apertura, che è malinconico, ma non privo di speranza, si riallaccia al brano di chiusura dell’album, “Una brava persona”, un omaggio a chi tenta di vivere seguendo i propri valori. La successiva “Ci siamo capiti male” segue la stessa direzione del pezzo di apertura, con l’aggiunta di un ritmo più caldo. “Beata te” è la fusione fra le due anime di Antonacci: inizia minimale e più asciutta per poi aprirsi e respirare grazie a chitarre elettriche e strumenti classici. “Per farti felice”, invece, ha l’impostazione dell’Antonacci di sempre, che non rinuncia mai al pop, in questo caso intriso di percussioni. Una dedica “a tutte le donne che non si arrendono” spalanca le porte a “Parigi sei tu” con l’inconfondibile richiamo alla voce di Edith Piaf, campionata. “Chiaramente visibili dallo spazio”, canzone che dà il titolo all’album, mette al centro l’amore, come la maggior parte dei pezzi, ma anche qui in modo più delicato e quasi sussurrato.

C’è la parte minimalista, ma anche quella più strumentale e suonata, basta ascoltare “Non è sbagliato dirsi ciao”, terz’ultima traccia del disco. Merito dei tanti musicisti coinvolti: il percussionista Mauro Refosco (David Byrne, Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn (Charlie Haden, Kimbra), i chitarristi Massimo Varini e Placido Salamone, oltre alla partecipazione di una vera e propria orchestra, l’EdoDea Ensemble. L’album si chiude con “Una brava persona”, che mette a fuoco uno dei temi principali del progetto che Antonacci ha voluto dedicare a tutte le persone “perbene”.

TRACKLIST

01. L'amore muore (03:10)
03. Beata te (03:27)
04. Per farti felice (02:51)
05. Parigi sei tu (02:35)
06. Ti saprò aspettare (03:27)
07. Averti (03:47)
08. Chiaramente visibili dallo spazio (03:16)
09. La vanità (03:05)
10. Non è così sbagliato dirsi ciao (02:59)
11. Tutto non ti posso raccontare (03:31)
12. Una brava persona (03:23)
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