«MATERIALE DOMESTICO (DIGIPACK) - Nada» la recensione di Rockol

Nada apre i cassetti della memoria

Il doppio album “Materiale domestico” è composto da 24 tracce di cui 4 inediti e ha l’obiettivo di raccontare il percorso della cantautrice toscana da un'altra prospettiva

Recensione del 12 nov 2019 a cura di Claudio Cabona

La recensione

È un viaggio nel tempo e a fare da guida è una voce, quella di Nada. “Materiale domestico” è una raccolta musicale e umana composta da ventiquattro brani, di cui quattro inediti, che sono il vero valore aggiunto del progetto. È proprio come se la cantautrice di origine toscana avesse messo a posto i cassetti, ritrovando provini, vecchie registrazioni e prime incisioni che fotografano la sua carriera dal 1986 al 2019, anno in cui ha dato alla luce anche “È un momento difficile, tesoro”. A questo album si accompagna anche un’autobiografia omonima, edita da edizioni Atlantide, che contribuisce ad aumentare il fiume di ricordi e sensazioni. “Quelli che ho scelto, tra i tanti che mi sono capitati tra le mani, sono “provini” nati dalla cucina alla sala, a volte in corridoio, e che vogliono essere solo una sincera testimonianza del mestiere che faccio – ha spiegato Nada - dalla ricerca iniziale quando l’idea è ancora nell’aria, fino al miracolo della sua cattura, il mio “Materiale domestico” vuole documentare proprio il risultato dell’unione di suoni e parole nel momento in cui vengono fissati su un aggeggio fisico. Alcune di queste canzoni sono rimaste strutturalmente pressoché uguali, mentre altre hanno stesure, parole, parti di melodia e accordi differenti da quelli poi andati a finire su un disco. Altre non le ho mai registrate su disco perché non mi sembravano adatte a quel progetto, o a quel momento”.

L’album, schietto e immediato, è composto da due cd e suggella cinquant’anni di carriera: per alcuni dei brani, più che sulla parte tecnica, bisogna concentrarsi sull’anima che trasportano, facendo riaffiorare il periodo storico in cui sono stati concepiti. Diverse canzoni recuperate nella loro genesi, alcune anche importanti per il percorso di Nada, hanno un’impostazione molto diversa da quella conosciuta, regalando ai fan una particolare e inedita chiave di ascolto. È emozionante sentire la voce dell’artista mutare, evolvere e diventare sempre più matura. Sempre riconoscibile, ma diversa nel tempo. Un effetto temporale che piacerà molto a chi non conosce nel dettaglio il timbro di Nada. “Come una roccia” del 1995, brano rimasto chiuso in un cassetto per ventiquattro anni, è il singolo che di fatto ha spalancato le porte a questo tuffo nella storia. Fra gli altri inediti c’è anche “Ho perso la testa” del 2000, una sorta di filastrocca dai diversi significati, oltre a “Berlino” del 1988, che è il vero gioiellino del disco. Un brano emozionante e cristallino. A chiudere il cerchio “Fuga di gas” del 1986, canzone rock che gioca su un fatto di cronaca. Questo doppio album è un monumento, solido e allo stesso tempo fragile, di un’artista che ha saputo e sa raccontarsi al meglio con le canzoni.

 

TRACKLIST
2019/2007
Dove sono i tuoi occhi
Due giorni al mare
Una pioggia di sale
Alzati all’alba
L’estate sul mare
L’ultima festa
Sonia
Il tuo dio
La mia anima
Chiodi
Distese
Luna in piena

2004/1986
Senza un perché
Asciuga le mie lacrime
Tutto l’amore che mi manca
Giulia
La musica antica
Ho perso la testa (inedito)
Come una roccia (inedito)
La gallina
Guarda quante stelle
My love
Berlino (inedito)
Fuga di gas (inedito)

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