«EVERY MOVE YOU MAKE: THE STUDIO RECORDINGS - Police» la recensione di Rockol

Call the Police!

Torna il box antologico dedicato la band di Sting, Summer e Copeland: 6 CD, di cui uno di B-side e outtake

Recensione del 15 nov 2019 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Accade piuttosto spesso, nel mondo del rock – in tutte le sue diramazioni e derivazioni – ci siano artisti della tipologia definibile come “gente che non ha bisogno di presentazioni”. I Police, senza dubbio, fanno parte di questa categoria, essendosi ampiamente guadagnati sul campo reputazione, stima e rispetto di schiere di fan che aumentano in numero e si rinnovano col ricambio generazionale. Questo, solitamente, è sintomo del fatto che una band o un artista è stato in grado di creare musica che trascende tempo, generi, definizioni e mode.

Il ritorno sul mercato di “Every Move You Make: The Studio Recordings” (già uscito qualche tempo fa in versione vinilica) è quindi un evento interessante perché consente ai fan di vecchia data di procurarsi un box esaustivo, con i cinque LP del gruppo riuniti insieme e rimasterizzati agli Abbey Road Studio con la tecnica half speed. Il tutto con l’aggiunta di un sesto disco bonus (“Flexible Strategies”), con 12 B-side, non incluse originariamente negli album.

Questo corpus artistico, in blocco, offre una visione d’insieme sulla musica del trio che ha giocato, sperimentato e osato meticciando jazz, prog rock, reggae e alcuni spigoli del primo punk rock, con l’ausilio di una tecnica strumentale altissima e una sensibilità pop da manuale. Tutti ingredienti che rendono unica la proposta dei Police.

Si inizia con l’energia punky-reggae di “Outlandos D’Amour” per giungere alle atmosfere più studiate e raffinate di “Regatta de Blanc”, in cui la band raggiunge l’apice con l’inno “Message in a bottle” (in cui i ritmi sincopati di Copeland, la voce di Sting e le progression di accordi speciali di Summer sono al top). Per non parlare di “Walking on the Moon”, una sorta di pietra miliare per I Police.
Si passa quindi a “Zenyatta Mondatta”, forse il disco più rifinito e maturo della prima fase del gruppo almeno a livello di sonorità, e al successivo “Ghost in the Machine” – in cui l’utilizzo di fiati e tastiere si fa più importante, oltre all’implementazione del pensiero e delle idee del filosofo Arthur Koestler nei testi e nella musica del trio.
La maratona Police si chiude con il capitolo finale della band, ossia “Synchronicity”, in cui Sting, Copeland e Summers mostrano le loro armi pop più affilate e vincenti (basta nominare “Every Breath You Take”).

Ma non basta. Perché il box contiene un sesto dischetto di pezzi extra: si tratta del già citato “Flexible Strategies”, che raccoglie una serie di B-side e pezzi rari. Una bella aggiunta al piatto principale, in cui in particolare si apprezza l’energia dei brani più “vecchi”, mentre man mano che si procede nella cronologia emergono una complessità e una necessità di esprimersi con modalità meno dirette che non sempre danno luogo a brani all’altezza del resto della discografia (compito non semplice peraltro!).

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.