«THE SOUND OF WATER - Saint Etienne» la recensione di Rockol

Saint Etienne - THE SOUND OF WATER - la recensione

Recensione del 22 mag 2000

La recensione

Passati indenni attraverso i mille trend della scena musicale inglese (brit pop, trip hop, big beat), sempre saldamente arroccati sulle loro posizioni (easy listening e pop in cima alla lista nel loro styling), Saint Etienne, dopo essere stati scaricati dalla Creation Records (oggi defunta) ed aver inciso, paradossalmente, un album con l’etichetta più grunge del mondo (la Sub Pop), si ripresentano in scena con un lavoro che tende, come molti gruppi della musica pop contemporanea, a contaminare in modo subdolo la forma canzone. E allora, alla stregua di gente come Cornelius o High Llamas (guarda caso Sean O’Hagan, leader di High Llamas, è stato coinvolto nel progetto in veste di produttore), Saint Etienne questa volta hanno pensato bene di contaminare la loro sempre più precisa formula easy pop con sonorità nuove, digitali, che appartengono alla musica elettronica e, più precisamente, a una musica elettronica che predilige tessiture minimali, sonorità acquatiche, loops e samples in corto circuito che diano un senso di vacillamento etereo. Da cui, probabilmente, il titolo, azzeccato come non mai; “Sound of water”. Già, il suono dell’acqua, che scorre e va, qui garantito da un mosaico di microsuoni al silicio architettati da uno dei gruppi più chiacchierati della scena elettronica, To Rococo Rot. Con il gruppo tedesco impegnato in veste di produttore i Saint Etienne hanno cercato, con dalla loro la solita voce pop/easy di Sarah Cracknell, di reinventare sé stessi, di aggiungere qualcosa alla loro concezione di canzone. Ci sono riusciti? Sì e no. No, là dove la voce di Sarah non “schiaccia” troppo le “liquefazioni sonore” di To Rococo Rot. Sì in quei brani in cui nuove sonorità e vecchie formule espressive ancorate al pop si fondono. Un brano su tutti? Sicuramente “Don’t back down”, il pezzo più bello ed emozionante dell’album. Una canzone in cui il lavoro di reverse e luccicanze chitarristiche dà una lucentezza meravigliosamente accecante al lavoro di Saint Etienne ed apre nuove possibili strade al pop di questo gruppo.
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