«WALK THE SKY - Alter Bridge» la recensione di Rockol

La costante degli Alter Bridge - la recensione di “Walk the sky”

Myles Kennedy e compagni sono puntuali e confermano la qualità del loro lavoro artistico: a distanza di tre anni dalla precedente fatica in studio, ecco il nuovo album della formazione di Orlando

Recensione del 21 ott 2019 a cura di Elena Palmieri

La recensione

Su una cosa i fan di Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips possono essere certi: ogni tre anni gli Alter Bridge pubblicano un nuovo album. Nell’attesa, tra un disco e l’altro, la band di Orlando offre al pubblico registrazioni dei loro concerti. La nuova prova sulla lunga distanza del gruppo statunitense, “Walk the sky” - ideale seguito di “The last hero” del 2016 - è uscito dopo gli album dal vivo dei live tenuti dalla formazione a Londra nel 2016 all’O2 Arena e nel 2017 al Royal Albert Hall, dove Kennedy e soci hanno suonato insieme alla Parallax Orchestra.

La nuova fatica in studio degli Alter Bridge, arrivata sui mercati lo scorso 18 ottobre - oltre a confermare la qualità del loro lavoro artistico - testimonia un’altra costante della band di Kennedy e Tremonti: la coerenza stilistica; il gruppo, anche in quest’occasione, è fedele alla matrice alternative rock della sua musica. “Walk the sky”, infatti, non tradisce le aspettative e si presenta come l’album che ogni fan si aspetterebbe dal gruppo di Orlando. La voce di Myles Kennedy - che dal 2009 è tra gli artisti che collaborano con Slash - nel nuovo disco non presenta sbavature e non delude le orecchie di ascoltatori affezionati e non. Nel sesto album degli Alter Bridge c’è spazio anche per Mark Tremonti di esprimersi nel cantato e non solo attraverso i suoi riff di chitarra, che costituiscono l’ambiente sonoro del disco insieme all’aggressività del ritmo di batteria e basso per mano di Scott Phillips e Brian Marshall.

“Living with open eyes / I discover a new storyline” (Vivendo a occhi aperti / Scopro una nuova trama) canta Kennedy nell’intro che apre “Walk the sky” - titolo che si esplica a livello visivo attraverso la grafica della copertina dell’album in cui una figura femminile in abito rosso si eleva in cielo, sostenuta da uno stormo di uccelli neri. In “One life” la musica si trattiene ed esplode nella prima vera canzone del disco, “Wouldn’t you rather” - primo singolo estratto dell’album - in cui le linee di basso in chiave metal, i riff di chitarra e la batteria che martella il ritmo del brano per tutto il pezzo introducono l’ascoltatore a questa esperienza sonora.

Per sessanta minuti, scanditi su quattordici tracce, gli Alter Bridge dimostrano di saper giocare con il proprio sound, inseriscono suoni elettronici senza coprire gli strumenti musicali - un esempio è il pezzo “In the deep” - e creano un umore diverso per ogni canzone.

Nel disco la band di Orlando stupisce inserendo momenti melodici che - come nelle canzoni “Clear horizon” e “Walking on the sky” - si intervallano a passaggi in cui predomina l’aggressività dei suoni.
“Forever falling” è il brano che, più di altri, dà prova di quest’idea - si apre con un arpeggio e sfocia nella violenza di basso, chitarra e batteria - ed è anche quello che si vorrebbe tornare ad ascoltare in ripetizione continua a conclusione di “Walk the sky”. In questa canzone, oltretutto, la voce principale è quella di Mark Tremonti, con quella di Kennedy in sottofondo. Gli Alter Bridge, così, danno prova di sapersi rinnovare anche solo all’interno dello stesso disco, o - come nel brano appena citato - di una stessa traccia.

“Walk the sky” non è l’album che segna una rivoluzione nella musica hard rock e non porta nessun cambiamento significativo nella produzione degli Alter Bridge ma è un lavoro di qualità che non manca di offrire canzoni - come i singoli “Wouldn’t you rather” e “Take the crown” - che i fan possono cantare a squarciagola a un concerto della band statunitense. Con questo album il pubblico italiano del gruppo di “Blackbird” ha di sicuro materiale per sbizzarrirsi in vista del live che vedrà Kenedy, Tremonti e soci sul palco del Forum di Assago (Milano) il prossimo 2 dicembre.

TRACKLIST

01. One Life (01:23)
03. In the Deep (03:50)
04. Godspeed (04:16)
05. Native Son (04:15)
06. Take the Crown (04:47)
07. Indoctrination (04:40)
08. The Bitter End (03:44)
09. Pay No Mind (04:16)
10. Forever Falling (05:10)
11. Clear Horizon (04:56)
12. Walking on the Sky (04:55)
13. Tear Us Apart (04:31)
14. Dying Light (05:46)
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