«BLACK GOLD : BEST OF EDITORS (DELUXE) - Editors» la recensione di Rockol

Outsider di successo, quindici anni di Editors in "Black Gold"

Sedici brani, di cui tre inediti, per rappresentare il carattere cupo e sfuggente di una band che non ha mai smesso di raccontare le inquietudini moderne

Recensione del 29 ott 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Una sequenza matematica sembra caratterizzare con una certa costanza il ciclo produttivo degli Editors. Tirando le somme dei suoi primi quindici anni di attività, la band britannica ha infatti dato alle stampe sei album, tre dei quali con la formazione a quattro con il chitarrista Chris Urbanowicz e altrettanti tre con quella a cinque con i nuovi membri Justin Lockey ed Elliott Williams. Per consolidare questa particolare corrispondenza di traguardi, Tom Smith e soci, hanno deciso di pubblicare il loro primo greatest hits, dal titolo fascinoso di “Black Gold”.

Nella raccolta, il gruppo originario di Stafford ha deciso di inserire quei brani che più ne hanno definito la carriera, scegliendo il materiale, anche qui con una chirurgica precisione di sei per ciascuna fase, affidando la chiusura a “No sound but the wind” che, idealmente, ne fa da essenziale raccordo - essendo parte del repertorio di entrambi i periodi - più tre inediti per rappresentare oggi le molteplici sfaccettature del gruppo. “Black Gold” si compone così di sedici tracce che offrono un riassunto di quanto gli Editors hanno finora realizzato, mettendo ordine in quel loro carattere sfuggente, che trova forza tanto nell’attitudine da rock arena quanto nell’enfatizzare le proprie meccaniche elettroniche.

Dagli esordi un po’ fumosi con il nome di Snowfield, le agitazioni emotive costantemente irrisolte - trasmesse in special modo dal vivo - hanno permesso alla band di accrescere la sua notorietà, esprimendo in questo modo una visione del tutto personale delle moderne inquietudini, sul filo della new wave a tinte fosche in cui è incappata un’intera generazione, dagli Interpol ai White Lies. Dal debutto di “The Back Room”, salutato con entusiasmo come uno dei migliori esempi della fioritura dark anni duemila, all’ultimo e più complesso “Violence”, tra ritmiche squadrate e un tiro decisamente notevole, gli Editors hanno, nel bene e nel male, mantenuto un tratto distintivo piuttosto anomalo nella propria produzione, mettendo al centro, oltre al carisma e al tono baritonale di Tom Smith, un desiderio di introspezione diviso in egual misura tra strumentazioni analogiche e digitali.

Melodie geometriche e ritornelli liberatori sono dunque quella cifra stilistica che il gruppo propone con un necessario rigore nel riassumere la propria identità in “Black Gold”, dove si ritrovano nella stessa scaletta un inno alla U2 come “A ton of love” e i tormenti esistenziali di “No harm” e “Magazine”, come anche la dinamica pulsante di “Papillon”, la rabbia nichilista di “An end has a start” e i synth pomposi di “Ocean of night”. Ancora, al lavoro con il produttore irlandese Garrett “Jacknife” Lee, nei brani nuovi il quintetto aggiunge ulteriori tasselli alla propria gamma di tensioni, spostandosi di misura dalle stranianti danze di “Frankenstein”, singolo estivo scelto come apertura di questa ultima fase, l’energica “Upside down” e la più notturna “Black gold” con tutto il suo carico di preoccupante irrequietezza.

Inoltre, la raccolta prevede nell’edizione deluxe un secondo disco bonus, dal titolo di “Distance: The Acoustic Recordings” che include altri otto brani rielaborati in versione acustica, con tanto di violoncello e un arrangiamento più diretto, al servizio del dinamico frontman che, staccata la spina, mette in risalto la propria magnetica vocalità, offrendo un pathos tutto nuovo alla produzione della sua band. Etichettati loro malgrado come semplici epigoni dei Joy Division, nel marasma del revival post punk gli Editors sono riusciti a combinare insieme suggestioni differenti ad ogni uscita, con una caratteristica quanto oscillante attività compositiva non sempre a fuoco, ma supportata da un sorprendente dinamismo dal vivo che gli ha permesso di guadagnarsi uno straordinario seguito. Difettando essi stessi di una programmatica coesione, l’antologia “Black Gold” ne realizza quindi un’accattivante opera di connessione, in cui, fuori dall’ombra, a scintillare sono soprattutto i pregi.

PS. La collezione si arricchisce di un particolare extra in caso di acquisto dal sito ufficiale della band: per ogni copia di “Black Gold” infatti, sarà abbinato, fino a esaurimento della prima tiratura, il cd “Snowfield Demos”, raccolta di bozzetti ancora grezzi e provini in via di sviluppo di un gruppo di studenti di tecnologia musicale della Staffordshire University che di lì a poco avrebbe preso in considerazione un paio di ragioni sociali prima di scegliere quella fortunata di Editors.

TRACKLIST

Black Gold : Best of Editors
01. Frankenstein (04:29)
02. Papillon (05:25)
03. Munich (03:49)
04. Sugar (04:18)
06. An End Has a Start (03:44)
07. Upside Down (04:43)
08. Bullets (03:12)
09. Ocean of Night (05:07)
10. No Harm (05:11)
12. A Ton of Love (03:57)
13. Magazine (03:55)
14. The Racing Rats (04:19)
15. Black Gold (05:06)

Distance: The Acoustic Recording
01. Violence (Distance: The Acoustic Recordings) (04:29)
02. Walk The Fleet Road (Distance: The Acoustic Recordings) (04:29)
03. Blood (Distance: The Acoustic Recordings) (03:59)
04. Let Your Good Heart Lead You Home (Distance: The Acoustic Recordings) (03:30)
05. Smokers Outside The Hospital Doors (Distance: The Acoustic Recordings) (03:54)
06. Fall (Distance: The Acoustic Recordings) (03:57)
07. Two Hearted Spider (Distance: The Acoustic Recordings) (03:56)
08. Distance (Distance: The Acoustic Recordings) (03:48)
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