«IODEGRADABILE - Willie Peyote» la recensione di Rockol

Willie Peyote è il rapper di cui oggi abbiamo bisogno

“Iodegradabile” regala riflessioni e fa ballare: è l’album più maturo e completo dell’artista torinese

Recensione del 25 ott 2019 a cura di Claudio Cabona

La recensione

Tutto si consuma e brucia velocemente. I rapporti umani, la musica, i sentimenti, i valori. Willie Peyote su questa società “usa e getta” ha costruito un intero disco, “Iodegradabile”, che, attraverso rime ironiche e aggressive, riesce a far muovere il cervello e anche il corpo. Dodici tracce in cui il rapper torinese mostra il meglio di sé sia sotto il profilo metrico e testuale sia sotto quello musicale, grazie alla produzione di Frank Sativa e alla band All Done. Il nuovo lavoro suona a tutti gli effetti come un disco rap, ma è capace anche di sconfinare nel rock: brani come “Mostro” e “Mango” lo dimostrano. Quest’ultimo, dedicato all’artista morto nel 2014 che prima di assentarsi dal palco e mancare ha chiesto “scusa” al pubblico, è uno dei gioielli di “Iodegradabile”.

Con l’entrata in gioco di un nuovo sound, l’intento di Willie è evidente: allargare ancora di più il suo pubblico, abbracciando anche chi non viene dal mondo dell’hip hop. Il precedente “Sindrome di Tôret” aveva influenze molto più black, qui invece le chitarre hanno spesso il sopravvento. Questa impostazione si sposa perfettamente con l’anima del disco che graffia la superficie della realtà, mettendo le dita nelle piaghe e nelle storture di quello che ci circonda. “Iodegradabile” è un album divertente e ballabilissimo, ma allo stesso tempo si pone l’obiettivo, attraverso tutte le canzoni, di fornire un messaggio. Willie canta “Io mi sento responsabile di quello che dico” proprio perché sente il peso del dover lasciare anche punti di riflessione e non solo melodie per scatenarsi sotto il palco. Questo mix di spessore e leggerezza è il vero punto di forza del progetto.

I testi prendono di mira tutto e tutti, senza esclusioni di colpi: dall’elettorato del Movimento Cinque Stelle e della Lega Nord fino ai salotti della sinistra radical chic, passando per gli influencer, gli ipocriti, gli schiavi dei social e in generale i tanti figli del materialismo più sfrenato. “Quando nessuno ti vede”, “Miseri” e “Cattività” costringono l’ascoltatore a guardarsi allo specchio, mettendo in luce le ombre dei comportamenti quotidiani. Gli incastri e i giochi di parole si sposano con frasi più profonde in cui il rapper tira fuori un’anima più intimista, spesso celata dal suo fare dissacratorio. È un linguaggio rap di alto livello, impreziosito anche da alcune chicche del genere come le due skit da trenta secondi. L’ironia è l’ingrediente che salva l’album da quella che sarebbe potuta diventare un’insopportabile e snob mania cattedratica: il rapper, con i suoi 34 anni, non fa il professorino saccente, cerca solo di esorcizzare quello che non sopporta. E non rinuncia a mettersi in dubbio. “Iodegradabile” contiene tutte le facce di Willie, non solo quella piazzata provocatoriamente “in vendita” sulla copertina: per questo motivo è il suo album più completo e denso. C’è anche spazio per l’amore, un tema quasi sempre assente nella sua produzione: “La tua futura ex moglie” e “Semaforo” raccontano di una storia finita male, con richiami autobiografici. Il nichilismo del passato lascia il passo alla disillusione. 

 

TRACKLIST

01. Intro (01:18)
02. Mostro (03:16)
05. Catalogo (02:44)
06. NCQ Skit (00:30)
07. Che Peccato (03:12)
08. Miseri (04:01)
09. Cattività (03:20)
10. Mango (03:41)
11. Equitalia Skit (00:24)
12. Semaforo (03:28)
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