«MINA FOSSATI - Mina Fossati» la recensione di Rockol

Mina Fossati, canzone per canzone

Abbiamo ascoltato in anteprima l'album che riporta il cantautore ligure sulle scene ad 8 anni dal ritiro, per collaborare con la grande voce

Recensione del 19 nov 2019 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ivano Fossati si era ritirato: l’ultimo concerto nel 2012, poi qualche collaborazione a distanza, e qualche canzone scritta qua e là, qualche progetto sparso. Chi avrebbe mai pensato ad un suo disco, nel 2019? E chi ad un disco intero con Mina, con cui si era solo incrociata qualche volta? Eppure, ha raccontato, i due avevano in progetto di lavorare assieme 20 anni fa, non se ne fece niente, ma Mina non ha mai dimenticato e ha tirato Fossati fuori dalla tana in cui si era ritirato.
In Mina Fossati c’è più quest’ultimo, anche solo per il fatto che ha scritto lui le canzoni. Poi le voci si inseguono, certe volte duettano, altre sono protagoniste quasi solitarie. Un disco d’altri tempi nella scrittura, che guarda alla storia di entrambi nei suoni, e guarda nel presente nei temi e nelle storie. Lo abbiamo ascoltato in anteprima: eccolo, canzone per canzone.

1. L’infinito di stelle 
Piano e voce, molto semplice. Una canzone fossatiana che introduce il tema del presente che permea il disco: “Un caffè in due, qualche stella di carta/ E nel buio del cielo là fuori / È già domani/Ecco perché siamo qui”

2. Farfalle
Molto fossatiana anche questa canzone, nella cadenza e nella scansione delle strofe, tanto da ricordare la sua versione de “Le pioggia di marzo”. Ritmata e minimale, voce e chitarra, con una piccola invettiva alla stampa: “Se ne scrivono di cose/Dalle stelle alle stalle/Signori giornalisti Non rompeteci le.. /Farfalle farfalle/Il segno dell’estate/Arrivano le rondini/Appaiono le fate/Farfalle farfalle”
Anche se il tono è più giocoso: Il segno dell’estate/Arrivano le rondini/Appaiono le fate /Farfalle farfalle/L’aria dell’estate/S’accorciano le gonne delle prime fidanzate /Farfalle farfalle Farfalle farfalle…”

3. Ladro
La prima canzone un pò più suonata; si apre con un vocoder, e un tocco di r ‘n’b. È anche la prima canzone dove prevale Mina, che canta la prima metà della strofe, con Fossati che fa la seconda voce, e si sente in alcune scelte di arrangiamento (l’assolo di fisarmonica). Torna il tema del presente: “Ladro sei un ladr/Hai rubato più di quello che hai dato/Ma il sentimento va/Il conto del ladro non torna/Ladro sei un ladro/Sono in tanti che inseguono un bacio Ma il sentimento va/E in fondo niente è per sempre”

4. Come volano le nuvole
Un ritratto di personaggio femminile, in cui prevale ancora Fossati, sia vocalmente che tematicamente, con Mina che fa la seconda voce, su una base che ricorda il cantautore ligure negli anni 90: "È una brava ragazza/Se notate lo sguardo che ha/È una brava ragazza, vi dico/E progetti non ne fa/Io stringo in mano il biglietto/ Per una notte con lei/Non m’importa dell’amore/L’amore si vende a milioni di copie”.

5. La guerra fredda
Una canzone a due voci, un duetto, con Mina e Fossati che alternano strofe e punti di vista, per incontrarsi nel ritornello, su un altra base molto classica dominata da chitarra piano e sax soprano.
Fossati canta “L’amore è una strada stretta/Dove le cose vanno bene o vanno così/Avessimo capito come fare/Ci fossimo saputi accontentare/Come la gente semplice, soddisfatta”.
Gli risponde Mina: “Sai ci penso certe volte So che qualcosa sta cambiando/Serve più coraggio che prudenza per vivere/ Basterebbe una parola/Come fa la gente che mi piace/Che si perdona anche attraverso Il furore del temporale”.
E poi assieme: “La guerra fredda è fuori moda, si è spenta, è passata Le nostre guerre non esistono più Ma c’è una goccia di speranza Dentro parole come queste Che ti mando”.

6. Luna diamante
Un brano orchestrale, affidato pressoché totalmente ad una sofferta interpretazione di Mina: “Dove eravamo rimasti/La gente parlava e beveva L’amore era quasi innocente /C’è una luna turchese diamante stanotte/Che può spezzarmi il cuore”. 

7. Tex-Mex
Il primo, spiazzante singolo, un po’ “Smooth” dio Santana, un po’ “Havana” di Camila Cabello, un po’ “La flaca”, ma soprattutto molto Fossati e con un'entrata di Mina da applausi. Due artisti che giocano con le proprie voci e si divertono.

8. Amore della domenica
Un brano che si apre su chitarra elettrica e vocoder, con la voce robotica che canta “Quello che siamo è quello che vogliamo”, salvo svuotarsi sulle voci naturali: prima Mina, poi Fossati. Classico, rock ed elettronica si inseguono per tutto il brano, con un solo finale di fisarmonica che si inserisce sopra l’elettrica.

9. Meraviglioso è tutto qui
Un brano molto retrò, più centrato sulla voce e sullo stile di Mina, che canta la prima strofa e il ritornello, per poi tornare dopo un inciso di Fossati: “Sarà così/Come un tuffo al cuore/Un incantesimo/O tutte e due le cose/Niente più/Di un respiro dopo un bacio/Meraviglioso/E poi è tutto qui”. 

10. L’uomo perfetto
Parte come un brano rock, poi si apre con sonorità africaneggianti, un po’ alla “Graceland” di Paul Simon, con le voci che si intrecciano e un coro di bambini alla fine: “Fa che sia una storia vera/E non la solita illusione /Ma un pover’uomo come fa/Se a casa una donna già ce l’ha /Che confusione L’amore fa sempre così”

11. Niente meglio di noi due
Finale con un inizio quasi funky, con una canzone dal titolo ironicamente autoreferenziale, e un tema che chiude il cerchio sull’attenzione al qui ed ora: “Si affacciasse il presente/Meglio di no /Meglio correre ancora/Meglio scattare in avanti/Più forte/Perché noi siamo qui/E io non ho paura/Non sono neanche triste/Perché ti ho davanti a me Il mondo è duro/Come un tambur/Aspetto un sorriso/E tu puoi farmelo /Ora”.

 

TRACKLIST

01. L'infinito di stelle (03:44)
02. Farfalle (02:59)
03. Ladro (03:51)
04. Come volano le nuvole (04:14)
05. La guerra fredda (04:24)
06. Luna diamante (04:34)
07. Tex-Mex (04:03)
08. Amore della domenica (04:04)
09. Meraviglioso, è tutto qui (03:16)
10. L'uomo perfetto (04:18)
11. Niente meglio di noi due (03:43)
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