«STRONGER THAN DEATH - Black Label Society» la recensione di Rockol

Black Label Society - STRONGER THAN DEATH - la recensione

Recensione del 15 apr 2000

La recensione

Cresciuto artisticamente soprattutto frequentando “i salotti” di casa Ozzy Osbourne, Zakk Wylde aveva finalmente dato un colpo di frusta alla sua carriera solista pubblicando l’anno scorso un bel disco di hard rock sudista con il moniker di Black Label Society. Se il detto “squadra che vince non si cambia” vale anche per la musica rock, perché non riprovare una seconda volta con i B.L.S.? Sicuramente deve aver pensato questo il lungo crinito chitarrista, quando insieme al batterista Phil Ondich si è rinchiuso in studio per incidere personalmente le linee vocali, il basso e (naturalmente) la chitarra di questo album, dando così un seguito a quella precedente e fortunata avventura. Lo spirito che anima Zakk su questo “Stronger than death” è lo stesso che aleggiava intorno all’omonimo debutto, ma nel comporre le nuove canzoni il chitarrista ha cercato di trarre maggior spunto anche dalle sue passate esperienze. Note ad alta gradazione alcolica (Zakk è un forte bevitore dichiarato), che mediano il sound Pride&Glory con il primo periodo Black Sabbath, includendo anche riffs di chitarra già ascoltati su quei “No rest for the wicked” e “No more tears” prodotti in compagnia del Madman. Ad infiammare e ravvivare il sacro fuoco del rock ci pensano veri e propri “martelli” come “All for you”, “Phony smiles, fake hellos” e “13 years of grief”: tre canzoni dai riffs grassi e potenti che da sole varrebbero l’acquisto dell’intero album. Ma volendo andare a rispolverare qualche vecchio ricordo, ascoltando “Superterrorizer” non si potrà fare a meno di ricollegarsi idealmente all’Ozzy sound dei primi anni ’90, mentre la conclusiva “Love reign down” è un vero inno al doom-rock sabbathiano. La cattiveria nel disco non manca, questo è stato appurato, ma Zakk si è preoccupato anche di comporre qualche ballata strappalacrime come “Rust” e “Just killing time”, forse per farci prendere un attimo di respiro, permettendo anche noi di assaporare la sua ruvida voce forgiata dall’alcool e dal fumo sudista.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.