«SCATOLA NERA - Gemitaiz & Madman» la recensione di Rockol

"Scatola Nera": c'è tanto amore nel nuovo disco di Gemitaiz & MadMan

Il dynamic duo del rap italiano torna con un progetto che si discosta dal passato ma non lo rinnega - a metà tra cambiamento drastico ed evoluzione naturale

Recensione del 23 set 2019 a cura di Riccardo Primavera

La recensione

Quello composto da Gemitaiz & MadMan è indubbiamente un duo che rientra di diritto tra i più influenti del rap italiano, soprattutto nell'ultimo decennio. Le loro collaborazione sono ormai fin troppe per essere enumerate, e anche solo quelle disseminate nei rispettivi dischi solisti sono un'infinità – sulle quali svetta imperiosa la saga “Veleno”, una serie di esercizi stilistici, tecnici e metrici, ormai giunta al settimo capitolo. Non di soli singoli, però, si alimenta la loro collaborazione: nel 2011 il primo lavoro firmato dal duo è stato il mixtape “Haterproof”, ormai culto dell'underground. L'anno successivo è arrivato l'ep “Detto, fatto”, mentre il primo disco ufficiale firmato da entrambi è stato “Kepler”, nel 2014. L'intesa dei due rapper si è cementata di traccia in traccia, di progetto in progetto, tanto da rendere praticamente automatica la presenza dell'uno nei dischi ufficiali dell'altro.

“Scatola Nera” è una sorta di sequel non ufficiale di “Kepler”, e arriva a ben 5 anni di distanza da quest'ultimo. Sia MadMan che Gemitaiz hanno rilasciato ben due album ufficiali in questo lasso di tempo, collaborando con diversi artisti, alcuni dei quali tornano come featuring nel nuovo progetto; a loro si sono aggiunte diverse new entry assolute, tra le quali figura un nome fin'ora completamente estraneo alla scena rap. In tracklist compaiono infatti tha Supreme, Salmo, Mahmood, Marracash, Gue Pequeno, Venerus, Priestess e Giorgia – che collabora per la prima volta con dei rapper, sul ritornello della title track “Scatola Nera”. Le produzioni portano invece la firma di POLEZSKY, Kang Brule, Mixer T, PK, Ombra e Orang3.

Nei cinque anni trascorsi tra “Kepler” e “Scatola Nera”, il panorama del rap italiano è cambiato, per certi versi anche profondamente. Senza scendere nel dettaglio di discorsi puramente discografici e numerici, anche a livello strettamente musicale non sono mancate delle novità piuttosto importanti. Questo è il primo dettaglio da tenere a mente prima di ascoltare il disco: Gemitaiz e MadMan non sono quelli di “Haterproof”, non sono quelli di “Detto, fatto”, non sono quelli di “Kepler”, così come non lo è la scena rap italiana. Come hanno dichiarato in più di un'intervista, questo disco è una sorta di “spin-off” dalle rispettive carriere soliste; e, per certi versi, si sente. “Scatola Nera” è un disco decisamente più leggero di quelli a cui ci hanno abituato: certo, non mancano momenti più introspettivi e riflessivi – tra cui spicca “Tutto Ok”, una confessione malinconica dalle tinte autobiografiche -, ma in generale le atmosfere sono distese, scanzonate. C'è tanta autocelebrazione, tanto esercizio stilistico, tanta ironia – a volte un po' spiccia, a volte dissacrante -, tanta arroganza, ma anche tanto amore.

“Scatola Nera” è infatti un disco pregno d'amore – anche e soprattutto nella sfumatura più carnale e passionale del concetto -, ma di un amore più a lieto fine di quanto non lo fosse nelle canzoni precedenti del duo. Se il singolo che dà il titolo al disco ha tinte decisamente più cupe e sofferenti, mentre il brano con Venerus è un turbinio di emozioni e sensazioni agrodolci, lo stesso non vale per “Fuori e Dentro”, “Karate”, “Come Me” - che cela comunque una nota malinconica – o “Un'Altra Notte”. Nel mezzo, la forte presenza dei featuring, che ben si integrano con le atmosfere del duo – spiccano le forti presenze vocali di Mahmood, tha Supreme e Giorgia, oltre alle strofe perfettamente calibrate di Marracash e Gue Pequeno. “Scatola Nera” è un album che piacerà ai fan di lunga data dei due rapper, a patto che questi siano consapevoli di non doversi aspettare un viaggio sul viale dei ricordi; per il resto, l'appeal sul mercato più generalista è forte, a partire da alcuni dei nomi presenti in scaletta, per arrivare alla scelta del sound, che ammicca più volte – con leggerezza, ma in maniera piuttosto evidente – al pop, aiutato anche e soprattutto dalle tematiche di cui sopra. Ciò ovviamente non implica un abbandono al rap, assolutamente; “Veleno 7” è lì ricordare che né Gemitaiz né MadMan hanno dimenticato come si rappi, e come lo si faccia in maniera tecnicamente ineccepibile.

TRACKLIST
01 - Fuori e Dentro (feat. tha Supreme) (02:50)

02 - Esagono (feat. Salmo) (03:06)

03 - Karate (feat. Mahmood) (02:56)

04 - Come Me (03:14)

05 - Californication (03:06)

06 - Fiori (feat. Marracash & Gue Pequeno) (03:02)

07 - ¥€$ (02:19)

08 - Che Ore Sono (feat. Venerus) (03:29)

09 - Scatola Nera (feat. Giorgia) (03:21)

10 - Un'Altra Notte (feat. Priestess) (03:26)

11 - Tutto Ok (03:39)

12 - Veleno 7 (02:54)

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