«NINE - Blink-182» la recensione di Rockol

Con 'Nine' i Blink-182 sono pronti al grande passo

C'erano una volta tre ragazzi di San Diego che facevano pop-punk. Oggi c'è un gruppo che, nonostante tutto, ha trovato una propria identità. Ed è pronto a lasciarsi il passato alle spalle una volta per tutte, ma senza rinnegarlo...

Recensione del 20 set 2019 a cura di Redazione

La recensione

Aprire una nuova fase: non una seconda giovinezza, ché nessuno - purtroppo o per fortuna - può rimanere giovane per sempre, ma un riassetto, soprattutto della propria scrittura: i Blink-182 ci sono riusciti.

Ormai il peggio è passato. Dare un seguito al primo difficile album con Skiba al posto di Tom DeLonge poteva rappresentare un bel problema. Perché gli anni passano, e quando una formula - pur di estremo successo - viene reiterata troppe volte inevitabilmente si esaurisce. L'abilità del trio di San Diego nell'assemblare il nuovo album "Nine" è stata ripartire dalle macerie del proprio successo, per ripartire.

Prima ancora della produzione, infatti, è il songwriting che marca la differenza tra i Blink di oggi e quelli del passato: in questo senso l'ingresso di Skiba, tecnicamente più preparato di DeLonge, ha permesso a Travis Barker di riprogettare da zero le fondamenta ritmiche dei brani, inserendo finalmente i propri beat spezzati in modo organico nei brani e non come semplice orpello per spezzare la noia dei quattro quarti canonici.

Non è un album stilisticamente uniforme, "Nine", eppure suona compatto, omogeneo e coerente: dal quasi hardcore di "Generational Divide" alla ballad "I Really Wish I Hated You", passando per il punk rock ammiccante di "Pin the Grenade" e "Ramson", quest'ultima sorta di ponte tra i Blink di "Miss You" e quelli nuovi di "Black Rain", le quindici nuovo tracce fissate su nastro da Hoppus, Skiba e Barker restituiscono l'immagine di un gruppo rigenerato, che nonostante il passato importante non ha alcuna intenzione di considerarsi reduce o superstite. E che, soprattutto, sente di non avere conti in sospeso con nessuno, in primis con i propri fan della prima ora: se è vero che la consacrazione definitiva, per un artista, è sancita dall'inizio del ricambio generazionale nella propria platea, quella aperta da "Nine" potrebbe essere una stagione cruciale per i Blink, dopo la quale nessuno potrebbe essere più lo stesso. Né noi, né loro.

TRACKLIST

01. The First Time (02:26)
02. Happy Days (02:59)
03. Heaven (03:17)
04. Darkside (03:00)
07. Run Away (02:27)
08. Black Rain (02:46)
10. Pin the Grenade (02:59)
12. Ransom (01:25)
13. On Some Emo Shit (03:09)
14. Hungover You (02:58)
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