«MATTONI - Night Skinny» la recensione di Rockol

"Mattoni": il disco di Night Skinny è solido per merito del suo produttore

Il quarto album dell'artista molisano è un'istantanea che ritrae passato, presente e futuro

Recensione del 14 set 2019 a cura di Riccardo Primavera

La recensione

Non sono molti i producer italiani che possono fregiarsi del fatto di aver realizzato un album in grado di coinvolgere così tanti tra gli esponenti di spicco della scena italiana. Ancora meno, poi, sono quelli che possono dire di averlo fatto non una, non due, ma ben tre volte. Probabilmente l'identikit corrisponde ad un solo profilo, quello di Night Skinny. Classe '83, dopo aver dato vita ad un culto underground come “Metropolis Stepson” nel 2010, quattro anni dopo ha realizzato il monumentale producer album “Zero Kills”, nel quale comparivano nomi di spicco tanto della scena più underground quanto di quella più vicina ai riflettori. Il successo è stato bissato – anzi, persino sorpassato – nel 2017 con “Pezzi”, un album che fotografava alla perfezione la scena rap italiana di quell'anno, dai nomi più affermati ai giovani in rampa di lancio. Il successo di “Pezzi” ha definitivamente consacrato Night Skinny come uno dei produttori più completi ed eclettici in Italia, con all'attivo ruoli importanti anche su dischi quali “Io in terra” di Rkomi, “Enemy” di Noyz Narcos e “Arturo” di Side Baby.

“Mattoni” è il primo album di Night Skinny ad essere pubblicato per una major, per la precisione Island Records (Universal Music Italia). 16 sono le canzoni che lo compongono, che vedono protagonisti una totale di ben 26 rapper diversi, tra veterani e scommesse in ottica futura. Luchè, Jake La Furia e Chadia Rodriguez compaiono nelle uniche tre tracce soliste, mentre nelle altre 13 troviamo, alcuni più volte e in diverse combinazioni, Noyz Narcos, Marracash, Capo Plaza, Gue Pequeno, Fabri Fibra, Rkomi, Carolina Marquez, Ernia, Quentin40, Tedua, Ketama126, Side Baby, Franco126, Izi, Shiva, Madame, Vale Lambo, Lele Blade, CoCo, Geolier, Speranza, Achille Lauro, Lazza e Taxi B.

Il perchè di un titolo come “Mattoni” diventa piuttosto chiaro dopo un po' di ascolti. Il disco di Night Skinny è un disco solido ma anche difficile da penetrare. Non bastano uno o due ascolti per arrivare al nucleo centrale del progetto; anzi, dopo un paio di ascolti si può a malapena scalfirne la superficie, ritrovandosi però più confusi e disorientati di prima. Questo perchè “Mattoni” è un album che, a primo acchitto, sembra muoversi in una miriade di direzioni diverse, alcune parallele, altre persino contrastanti; solo dopo un bel po' di giri nelle cuffie si capisce quale sia il collante principale: lo stesso Night Skinny. Nelle interviste più recenti il producer ha dichiarato di aver imparato ad andare incontro agli artisti, a fare qualche compromesso per creare delle strumentali che permettessero anche a loro di esprimersi al meglio. Eppure il disco stesso è un testamento musicale di ciò che ha ispirato Skinny, prima ancora che da produttore, da ascoltatore, e sono stati gli stessi rapper – inconsapevolmente – ad andare incontro a lui. I sample alla base di brani come “Saluti” o “0 Like” arrivano infatti dal mondo della dance, non da quello rap; la malinconia di “Mille strade” sembra quasi stridere con la durezza ipnotica di “Mattoni”, la title track, eppure sono proprio le scelte di Night Skinny a permettere alla tracklist di esistere e coesistere senza forzature. Se in “Attraverso me” Luchè racconta una storia a tratti straziante, nonostante la leggerezza delle atmosfere, il merito è della produzione; se Ketama, Side e Franco tornano ai tempi in cui andavano a scuola insieme, e Tedua racconta di come ha conosciuto Ernia e Rkomi in una traccia proprio con loro due, il merito è sempre di Skinny. È raro vedere dei rapper disposti a mettersi così a nudo al di fuori dei propri album – anzi, spesso tentennano anche nei propri dischi. In “Mattoni” però non va così; e al loro fianco non mancano banger dall'anima street, che riescono ad ammicare alla storia del genere senza però chiudersi nei ricordi. Nascono così “Street Advisor”, oppure “Bad People”, o ancora di nuovo la title track – Night Skinny è rimasto uno dei pochi cultori delle posse track, come aveva già ampiamente dimostrato in Indian Tweet Posse 1 & 2. “Mattoni” è il disco perfetto per capire tanto di quello che il rap italiano ha da offrire al momento, ma allo stesso tempo è lo strumento perfetto per scoprire molto di ciò che ha contribuito a costruire i gusti musicali di producer molisano; e visti i risultati, direi che si tratta di fonti d'ispirazione da non sottovalutare affatto.

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