«BLACK MOOD - Gionny Scandal» la recensione di Rockol

"Black Mood": Gionnyscandal non ha smesso di essere emo

Uno dei primi esponenti dell'emo rap in Italia torna con un disco fedele all'immaginario di questa subcultura

Recensione del 21 set 2019 a cura di Riccardo Primavera

La recensione

Era il lontano 2009 quando il nome di Gionnyscandal iniziava a farsi largo nel panorama musicale italiano. A distanza di ben 10 anni, tantissime cose sono cambiate, tanto dal punto di vista strettamente musicale quanto da quello discografico, ed è davvero difficile trovare dei punti di contatto tra questi due periodi. Qualche legame però c'è ancora: lo stesso Gionnyscandal, ad esempio. Da sempre alfiere del movimento e dell'immaginario emo – probabilmente ai suoi massimi storici proprio nel periodo dei suoi esordi, ma in forte ritorno oggi -, il rapper classe '91 ha riproposto il suo mood peculiare in tutti i suoi lavori, continuando su dei binari che per lui sono chiarissimi. Non si definisce autore di canzoni d'amore, per lui il termine “emo” rappresenta altro, e in dieci anni sembrerebbe non aver mai smesso di farlo.

Il suo nuovo album si intitola “Black Mood” e arriva a poco più di un anno di distanza da “Emo”, il suo precedente lavoro. Pubblicato da Virgin Records (Universal Music Italia), “Black Mood” vede Gionnyscandal affiancato dal suo produttore di fiducia, Sam Lover, che ha curato il progetto dal punto di vista delle strumentali. Le collaborazioni sono tre, e non si limitano all'Italia, anzi; due artisti coinvolti arrivano direttamente dall'altra parte dell'oceano. Cyrus Yung, a dispetto dal nome, è un giovane rapper romano classe '97, mentre la voce di Callum Amies arriva dagli Stati Uniti, così come Global Dan, nome in ascesa del filone emo rap in America, legato a figure quali Virgil Abloh.

È difficile, se non impossibile, anche solo provare a sindacare la genunità del'approccio emo di Gionnyscandal. È una sua cifra stilistica praticamente da sempre, sin dagli esordi, e lo è rimasta anche in periodi in cui questa sottocultura era tutt'altro che un'attrattiva di successo. In “Black Mood” l'artista non nasconde nulla di tutto ciò, mescolandolo a tutte le influenze musicali a cui è stato esposto negli anni – che lui ha dichiarato essere pop, punk e anche trap. Sicuramente le sfumature sono diverse, ma il nucleo centrale è piuttosto omogeneo, forse alla lunga persino ripetitivo, ma costruito con estrema cura, secondo i canoni del genere. Le produzioni fanno leva sulle corde giuste, usano le chitarre nella maniera più emotiva possibile, lasciano spazio ai racconti del rapper, che a volte sono sfoghi, a vole tristi confessioni – come in “mamma”, dedicata ai genitori biologici mai conosciuti -, altre volte la tipica autocelebrazione da rapper, come in “balenciaga”. Nel mezzo tristezza, malinconia, nostalgia, il malessere dovuto ai social, alla tecnologia, delle parole spese per dare consigli ai giovani d'oggi. Nonostante l'approccio a tratti sembri un po' troppo teen, “Black Mood” è un disco che non può non piacere a chi apprezza la musica – o la cultura – emo, perchè è stato realizzato soprattutto per loro. Da uno di loro.

 

TRACKLIST

01. black mood (01:57)
02. 6 chiamate perse (03:08)
03. sad boy :( (02:45)
04. XOXO (01:48)
05. senza di me (02:58)
06. oh wow! (02:25)
07. ti porterò a vedere il mare (03:07)
08. mamma (02:01)
09. balenciaga (02:43)
10. goodbye (feat. Global Dan) (03:25)
11. Ti Amo Ti Odio (03:18)
12. Volevo Te (03:13)
13. faded (feat. Callum Amies) (02:23)
14. non piangere (02:27)
15. triste e famoso (feat. Cyrus Yung) (02:49)
16. sxlx (01:55)
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