«LIVE AT THE WITCH TRIALS: 3CD BOXSET - Fall» la recensione di Rockol

Il debutto dei Fall in edizione expanded

Un disco importante e speciale, per una band sfuggente - ma fondamentale - torna in box con 3 CD

Recensione del 21 ago 2019 a cura di Andrea Valentini

La recensione

È bizzarro… eppure anche un personaggio respingente, schizoide, indisponente e rude come Mark E. Smith è divenuto oggetto di culto allargato post-mortem. Lui che, con i Fall, da anni faticava a restare a galla, vivendo in un limbo in cui lo status di band di culto (no, seminale non lo dico – ecco, l’ho scritto, ma non volevo) non era sufficiente a garantire visibilità, rispetto e fama. Anzi.

Questo perché Smith non ha mai fatto nulla per agevolare la propria carriera. Spesso è parso un raffinato autosabotatore, senza preoccuparsi minimamente di trascinare con sé anche tutta la vasta corte di musicisti che si sono alternati negli anni nei Fall (il conto è enorme: si parla di decine di persone – uomini e donne – fra chitarristi, bassisti, tastieristi e batteristi, come testimonia un bel libro scritto da Dave Simpson pochi anni fa).

Ora, però – e non me ne dispiaccio certamente – il processo di rivalutazione e canonizzazione ha avuto inizio. E in quest’ottica la solita Cherry Red (che in campo ristampe è decisamente ben equipaggiata e capace) ha iniziato un’opera di riproposizione del catalogo dei Fall con riedizioni su vinile e su CD. In questo caso ho in mano la ristampa del leggendario “Live At The Witch Trials”, il debutto sulla lunga distanza del gruppo uscito nel marzo del 1979, ora in versione box set con copertina cartonata rigida e ben 3 CD più booklet.

L’album è uno degli apici della produzione di Smith & soci, caratterizzato dall’urgenza giovanile e da una forza comunicativa grezza, magmatica in cui rock, punk, prog, pop, post-punk e sperimentazione convivono in un calderone da sabba musicale all’insegna dell’imprevedibilità e del bizzarro. Ma a tutto questo vengono aggiunti due dischetti decisamente non trascurabili: uno raccoglie singoli, prove e Peel Session, mentre nell’altro troviamo immortalato un live a Liverpool del 1978.

Un box squisito che dimostra come Smith avesse ragione quando cantava “We’re still one step ahead of you”, in apertura della title track.

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