«EVERYTHING HITS AT ONCE: THE BEST OF SPOON - Spoon» la recensione di Rockol

“Everything Hits at Once”, l'antologia "alla vecchia" degli Spoon

La porta d’ingresso al mondo degli Spoon: una compilation vecchio stile, ispirata a “Standing on a beach” dei Cure e “The Singles” dei Pretenders

Recensione del 30 lug 2019 a cura di Redazione

La recensione

“L’idea di fare un best of ci è passata per la mente un paio di volte”, ha detto Britt Daniel, il cantante degli Spoon. “All’inizio non sapevo che pensare, poi mi sono reso conto che il primo disco dei Cure che ho comprato è ‘Standing on a beach’, il primo dei New Order ‘Substance’. Quelle band le ho scoperte in quel modo e ascolto ancora quelle raccolte. Amo i greatest hits quando sono fatti bene”. Eccolo, allora, il best degli Spoon, corredato dall’inedita “No bullets spent”, un canzone su potere, manipolazioni e frustrazioni contemporanee che si riallaccia al sound dell’ultimo album “Hot thoughts”.

In Italia gli Spoon sono un gruppo di culto, ma negli Stati Uniti i loro album entrano ogni volta nella top 20 di Billboard. Se pensate che siano soprattutto una band da album, “Everything hits at once” vi farà apprezzare la forza espressiva e la piacevolezza delle singole canzoni, non necessariamente singoli, la solidità della scrittura, la forza del gruppo nell’andare dritto al punto e scrivere pezzi d’impatto – un aspetto che nel rock che gravita attorno alle etichette indipendenti ha perso d’importanza.

Nata come super compilation con rarità e poi trasformata in un semplice greatest hits, “Everything hits at once” copre gli album che vanno da “Girls can tell” del 2001 a “Hot thoughts” del 2017, ignorando i primi due lavori. Pezzi come “Don’t you evah”, “The way we get by” e “I summon you” possono suonare famigliari anche a chi non conosce la band e magari li ha sentiti senza farci troppo caso. In questo senso, “Everything hits at once” è una sorta di Shazam degli Spoon. È un invito a scoprire il repertorio della band e difatti è in vendita a prezzo speciale (circa 12 euro, addirittura 10 dollari negli Stati Uniti).

Più di ogni altra cosa, “Everything hits at once” è il tipico greatest hist da era del vinile. Nell’epoca dello streaming e delle playlist, le antologie non hanno più la presa di una volta. Provate però ad ascoltare “Everything hits at once” in cuffia, per goderne in particolare, o mentre fate altro, in sottofondo, oppure portatelo in giro con voi. Scoprirete una compilation di 13 pezzi, per 45 minuti di durata, come le facevano negli anni ’70 o ’80. Come spiega Britt Daniel, “spero che abbia lo stesso effetto che ebbero su di me ‘The Singles’ dei Pretenders e ‘Hot Rocks’ dei Rolling Stones”.

TRACKLIST

02. Do You (03:33)
03. Don't You Evah (03:33)
04. Inside Out (05:03)
05. The Way We Get By (02:39)
06. The Underdog (03:39)
07. Hot Thoughts (03:40)
08. I Summon You (03:37)
09. Rent I Pay (03:09)
11. Got Nuffin (03:42)
13. No Bullets Spent (03:40)

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