«SURVIVAL SICKNESS - International Noise Conspiracy» la recensione di Rockol

International Noise Conspiracy - SURVIVAL SICKNESS - la recensione

Recensione del 08 apr 2000

La recensione

Che cos’è il suono sovversivo? E’ la domanda che gli (International) Noise Conspiracy pongono agli ascoltatori, e a cui cercano di dare una risposta nel loro album d’esordio. Stando alle informazioni diffuse dalla Burning Heart, il cantante Dennis Lyxzén (ex-Refused) e il chitarrista Lars Strömberg hanno messo insieme la band ispirati da una frase di Phil Ochs, che aveva immaginato un gruppo che fondesse Elvis e Che Guevara. Solo, hanno preferito prendere come accoppiamenti diversi: gli Who e Guy Debord, i Jam e Noam Chomsky. Dal punto di vista musicale, i Conspiracy hanno tutte le carte in regola per confrontarsi con i modelli che hanno scelto, anche se in verità questo loro album d’esordio fa pensare più che altro a una versione aggiornata e convincente dei Fuzztones. “Survival sickness” infatti è un bel disco, compatto ed energico, che fa tesoro delle lezioni del garage punk degli anni 60 senza cedere alla tentazione della rivisitazione filologica. La band gira a pieno regime soprattutto nei brani più trascinanti, a cominciare da “I wanna know about you”, che apre nel migliore dei modi. I momenti pacati (“Only lovers left alive”, ad esempio) sono meno ispirati, ma assolvono comunque alla funzione di utile diversivo. Quanto alle teorie rivoluzionarie, i più smaliziati potrebbero anche sorridere di espressioni come “L’urgenza creativa di distruggere la cultura borghese” o “Poesia e azione fuse insieme”. Ormai però dovrebbe essere chiaro che da un gruppo rock non ci si possono attendere analisi filosofiche di grande profondità, e comunque Lyxzen e compagnia nelle fitte note del booklet fanno qualche sforzo di andare oltre le velleità da aspiranti Guevara. Inoltre, va dato loro atto che oggi non sono poi molte le band che si confrontano con temi “pesanti”.
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