«ORIGINALS - Prince» la recensione di Rockol

Originals: le demo di Prince delle canzoni regalate ad altri

15 canzoni scritte originariamente da Prince per altri artisti, da Sheila E. ai The Time, dalle Bangles a Kenny Rogers(?), e che in questo disco vengono eseguite direttamente da lui. In uscita il prossimo 21 giugno.

Recensione del 17 giu 2019 a cura di Michele Boroni

La recensione

La premessa è semplice: 15 canzoni scritte da Prince nel suo momento di massimo genio creativo (1982-1987 con un unico episodio del 1991), cedute poi a cantanti e band del suo universo espanso o semplicemente ad artisti che stimava, e che qui sono raccolte nelle versioni eseguite da lui medesimo. 

“Originals” è il terzo disco postumo di Prince - dopo Anthology: 1995-2010 e Piano and A Microphone 1983 – in uscita nei negozi e in tutte le piattaforme digitali il 21 giugno, estratto dal fantomatico Vault, la cassaforte delle canzoni di Roger Nelson gestita, non sempre con grande perizia, dalla Prince Estate. 

La premessa è semplice, dicevamo, ma il risultato non è così scontato come ci si potrebbe aspettare. Ovviamente qua dentro c'è tutto il suono synth-funk di Minneapolis, quello che ha plasmato gli anni '80 di Prince, ma anche gran parte dell'r&b degli anni 90, grazie alle produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis, ex Time. Ma come succede spesso quando si parla di Prince, c'è anche molto di più. Originals mostra infatti la straordinaria ampiezza dei sui gusti musicali, capace fin dalla prima parte della sua lunga carriera nel dilettarsi nel puro pop, come nel più canonico r&b e addirittura anche nelle melodie derivanti dalla musica country. 

L'ascolto del disco è puro godimento sia per il fan sia per l'ascoltatore occasionale che potrà riascoltare pezzi pop scritti da Prince e portati al successo da altri. L'iniziale “Sex Shooter” tratto dal film Purple Rain pur non discostandosi molto dalla versione di Apollonia 6, qui ha un tiro in più grazie anche al suo falsetto, e la conclusiva “Nothing compared 2 U” scritto per The Family, band dove militava l'allora sua fidanzata - nonché sorella di Wendy di Wendy & Lisa – e poi condotta a un pubblico più vasto da Sinead O' Connor, nella versione di Prince, uscita in anteprima qualche mese fa, viene trasformata in una torch song su misura per lui e mai come qui il suono del sax è stato così efficace. 
Lo stesso non si può dire per “Manic Monday”, l'altra canzone nota a tutti, scritta da Prince usando il nickname Christopher: la versione qui pur essendo gradevole e spensierata e avendo nello special ha un pizzico in più di acido psych, non regge al confronto con quella delle Bangles che rimane imbattibile. 

Ma le sorprese arrivano dai pezzi meno conosciuti o a volte del tutto oscuri. E' il caso di “Noon Rendezvous” contenuto nel disco di Sheila E  “The Glamorous Life”, la cui versione tutta in falsetto è abbagliante, oppure “Baby, you're a trip” registrata nel 1982, regalata alla mai troppo apprezzata Jill Jones, dove Prince suona come sempre tutti gli strumenti. 

Ma forse la canzone più sorprendente è “You're my love” anch'essa registrata nel 1982 - il periodo di “1999” per intenderci – che nel 1987 Prince, sotto lo pseudonimo di Joey Coco, cedette al cantante country pop Kenny Rogers, la cui versione riascoltata oggi è una pallida versione rispetto a quella da puro crooner di Prince che usa un registro di voce più profondo, quello che forse si immaginava avesse Rogers quando gliela cedette, senza però farlo sapere in giro. All'interno del disco c'è spazio per l'elettronica à la Kraftwerk per 'Make up' data poi alle Vanity 6 e la classica dance “Wouldn't you love to love me?” uno dei primi pezzi incisi da Prince (1976) addirittura antecedente al suo contratto discografico che, si racconta, andò ad offrire a Michael Jackson e, quando questi lo rifiutò, Prince lo cedette alla sconosciuta Taja Sevelle che di certo non le rese giustizia. 

C'è anche spazio per quel pop zuccheroso che ha caratterizzato certe sue produzioni degli anni 90, “Love… Thy Will Be Done” passata al Martika nel 1991, popstar che durò lo spazio di un paio di dischi di grande successo in USA.
Qualcuno diceva che la grandezza di un musicista si vede anche dalla qualità dei suoi demo e c'è da dire che la fattura di quelli che compongono “Originals” è davvero buona: Prince metteva tutto sé stesso nella produzione dei suoi demo, anche quelli relativi ai brani da offrire agli artisti della sua Paisley Park, al punto che quando offrì ai Mazarati il pezzo “Kiss” suonata da lui in una versione minimal se ne innamorò talmente che alla fine decise di inciderla lui, diventando uno dei suoi più grandi successi di sempre

“Originals” è davvero una piacevole sorpresa, anche perché al di là delle storie che ci stanno dietro, è stato realizzato proprio con la  struttura e linearità di un disco vero e proprio - tranne che per la brutta copertina - e di questo va dato atto e merito ai compilatori di questa raccolta (tra cui figura anche Jay Z). E ancora una volta ci fa capire chiaramente che le canzoni di Prince non pubblicate non possono certo essere considerate degli scarti di bassa qualità.

TRACKLIST

01. Sex Shooter (03:06)
02. Jungle Love (03:04)
03. Manic Monday (02:51)
04. Noon Rendezvous (03:01)
05. Make-Up (02:27)
06. 100 MPH (03:31)
07. You're my love (04:24)
08. Holly Rock (06:39)
10. The Glamorous Life (04:12)
11. Gigolos Get Lonely too (04:41)
13. Dear Michelangelo (05:22)
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