«VEXED FANATICA - Brychan» la recensione di Rockol

Brychan - VEXED FANATICA - la recensione

Recensione del 06 apr 2000

La recensione

Elias Canetti aveva scritto qualcosa di splendido sulla vita segreta dei libri: la sua teoria era che i libri, finché non li leggiamo, vivono con noi, si modificano fino a farsi trovare puntuali all’appuntamento con ciò che cerchiamo in loro. Bene, dispiace dirlo, ma non è quello che è successo con questo album di Brychan, custodito gelosamente nel cassetto per gli ultimi due mesi e adesso approdato, in virtù di una romantica passione per certo cantautorato anglosassone, sul lettore Cd. La magia che custodiva, forse una giusta ritorsione per l’essere stato tenuto due mesi in un cassetto, è svanita e ha lasciato spazio ad un album da bardo acustico alquanto lancinante, con citazioni di John Martyn, Nick Drake e John Renbourn, ma in realtà assai poco appealing al pur benevolo orecchio dell’ascoltatore acustico-dipendente. Certo, qualche buon momento c’è, e la passione che Brychan riversa nell’interpretazione aiuta molto il disco a risollevarsi, ma il risultato finale, seppure encomiabile per purezza d’intenti, non sembra allontanarsi molto dal cantautorame medio della sua terra d’origine, il Galles, dove la tradizione del bardo acustico è assai più diffusa che da noi, e le pretese del pubblico conseguentemente più alte. Peccato, perché Brychan ha una voce interessante e mette in mostra anche qualche bella soluzione sonora, che non lo allontana però troppo da una riva a tratti sin troppo lagnosetta. Si lamenta Brychan, e a ragione, dell’intolleranza dimostrata in patria nei confronti di questa musica, o meglio di musica proposta in questo modo, però c’è da dire che il pubblico inglese di Brychan deve averne ascoltati diversi, e quindi presumibilmente ne avrà anche le scatole piene. Un po’ più di attenzione alla composizione e una maggior misura nell’interpretazione... ma poi no, che diavolo, mica si può dire ad un artista come dovrebbe fare i dischi. Questo è affar suo. L’affar nostro è che “Vexed fanatica” ci ha deluso – e lo diciamo - ma lui ci sta simpatico, non fosse altro che per il fatto di averlo custodito come una sorpresa per due mesi. Sarà per merito di Elias Canetti?
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