«ANIMALI NOTTURNI - Fast Animals and Slow Kids» la recensione di Rockol

La nuova libertà dei Fast Animals and Slow Kids

I FASK provano smussare gli angoli del loro punk, qui riproposto in versione pulita e più rotonda. E pazienza se "Animali notturni" rischia di suonare più come l'ultimo Ligabue che come un disco dei Fast Animals and Slow Kids: la recensione.

Recensione del 11 mag 2019 a cura di Redazione

La recensione

"Animali notturni" rappresenta per i Fast Animals and Slow Kids una svolta. No, non c'entra niente il recente passaggio nel roster di una grande etichetta discografica, la Warner, la stessa per la quale incidono star del pop italiano come Annalisa, Benji e Fede, Nek e Laura Pausini (e per la quale ha appena firmato anche Levante). O forse sì, nella misura in cui il passaggio da indie a major ha rappresentato per la band perugina un cambio soprattutto a livello di atteggiamento e attitudine. E questo disco, che arriva a distanza di due anni dal precedente, ne è lo specchio, in musica.

"Le nostre influenze non sono cambiate moltissimo negli anni, ma prima avevamo questo filtro del punk, dell'essere sempre incazzati, che qui abbiamo provato a togliere, hanno raccontato Aimone Romizi e soci nella nostra intervista. È un po' quello che dicono anche in uno dei pezzi contenuti all'interno di "Animali notturni", "Canzoni tristi": "Sai per tanti anni pensavo fosse alternativo fare il punk / ma oggi ho trent'anni e vorrei soltanto dire quello che mi va / lo si, ti parrà strano, ma in fondo questa è la mia nuova libertà". Chiamatela, se volete, maturità: quando i FASK hanno iniziato a fare musica insieme erano dei ragazzini di diciassette o diciott'anni, oggi hanno trent'anni, altre priorità e altre responsabilità.

La produzione di Matteo Cantaluppi, noto ai seguaci della scena "indie" per essere stato "complice" di Tommaso Paradiso nel passaggio dei Thegiornalisti dai suoni dei primi due album a quelli più "pop" di "Fuoricampo" e "Completamente sold out", che hanno di fatto spianato la strada al trionfo "mainstream" di "Pamplona", "Riccione" e dintorni, ha aiutato i FASK a smussare un po' gli angoli e le ruvidità del loro punk, qui riproposto in versione pulita e più rotonda.

Pazienza se "Radio radio" rischia di somigliare più a una canzone dell'ultimo Ligabue più che a un pezzo dei Fast Animals and Slow Kids: i fan della prima ora se ne faranno una ragione, e magari proveranno a comprendere l'intenzione dei FASK. Che è semplicemente quella di proseguire in quella graduale maturazione che negli anni li ha resi una delle realtà più interessanti tra le nuove band italiane, cercando al tempo stesso di rimanere fedeli al loro animo rock. 

TRACKLIST

01. Animali notturni (03:33)
02. Cinema (03:12)
03. L'urlo (03:50)
04. Non potrei mai (03:14)
05. Dritto al cuore (03:55)
06. Canzoni tristi (03:36)
07. Un'altra ancora (03:50)
08. Demoni (03:13)
09. Radio Radio (03:51)
10. Chiediti di te (03:16)
11. Novecento (04:59)
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