Recensioni / 14 apr 2019

Anderson .Paak - VENTURA - la recensione

“Ventura": Anderson .Paak va sul sicuro e vince.

Anderson .Paak batte il ferro finché è caldo. Con "Ventura" corregge il tiro rispetto al precedente e realizza un disco piacevolissimo, classico e r&b.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Michele Boroni
VENTURA
Aftermath Entertainment, exclusively distributed b (Digital Media)

Anderson .Paak è solo al quarto disco, ma a 33 anni, dopo un Grammy e lunghi tour in mezzo mondo ha capito come riuscire ad amministrarsi al meglio. Così dopo solo sei mesi dal precedente “Oxnard” - un disco molto rap, piuttosto confuso e traboccante di suoni e di ospiti e con tentativi un po' goffi di affrontare tematiche tra il politico e il solito bitch & weed- esce con un disco che è il proseguimento ideale del fortunato “Malibu”, spingendo più sul romanticismo e sul r&b più classico. E, diciamolo subito, gli riesce benissimo.

In verità questo “Ventura” è stato registrato durante le stesse sessioni di “Oxnard” con lo stesso produttore esecutivo Dr. Dre e il solito gruppo di musicisti (The Free Nationals) che lo accompagnano dal vivo (qui la recensione della data milanese di poche settimane fa). Il disco è molto suonato - siamo in pieno territorio soul funk - e i due singoli pubblicati identificano perfettamente il territorio sonoro: “King James” dedicato al cestista LeBron James con quella armoniosa bassline e batteria jazz e “Make it better” canzone d'amore dal testo hot con Smokey Robinson ai cori.

Al contrario del precedente "Oxnard", qui Anderson .Paak non rappa molto, ma lascia volentieri snocciolare le rime ad André 3000, che ormai fa sempre e solo featuring di qualità (a proposito una bella raccolta delle sue ultime collaborazioni la vogliamo fare?), nell'iniziale “Come Home” con un'incandescente gioco di parole (“ We fightin'/ We might need counselling /Possibly more me so it / Sounds to me / Frowns will be / Grounds to leave / Hounds will be / Looking for you"). Quelle rare volte in cui Paak si cimenta con il rap (“Winner's Circle”) lo fa da fuoriclasse con doppi tempi e barre efficaci ("Bring her home and I 'mma bust in out the residence / When I get the kushy I get dumb like the President"). “Jet Black” insieme a Brandy potrebbe essere il prossimo singolo con quel clap hand e giro di basso appiccicoso da dancefloor, in "Reachin '2 Much" si scorgono reminiscenze degli arrangiamenti vocali e orchestrali à la Quincy Jones e alla fine arriva anche Pharrell a produrre “Twilight”.

“Ventura” è un disco godibilissimo dove Anderson .Paak va sul sicuro con la sua voce caratteristica, la sua versatilità e arrangiamenti eleganti che partono dal jazz funk con un ritmica che, come sempre, è preponderante. Se vogliamo trovare il difetto, potremmo forse dire che gioca su territori fin troppo classici e poco rischiosi (tranne in “Chosen one”, pezzo sofisticatissimo dal punto di vista ritmico e di struttura).  

TRACKLIST

01. Come Home (feat. André 3000) - (04:26)
02. Make It Better (feat. Smokey Robinson) - (03:39)
03. Reachin' 2 Much (feat. Lalah Hathaway) - (05:55)
04. Winners Circle - (03:29)
05. Good Heels (feat. Jazmine Sullivan) - (01:38)
06. Yada Yada - (03:27)
07. King James - (03:17)
08. Chosen One (feat. Sonyae Elise) - (04:05)
09. Jet Black (feat. Brandy) - (03:28)
10. Twilight - (03:16)
11. What Can We Do? (feat. Nate Dogg) - (02:56)