«LUX PRIMA - Karen O & Danger Mouse» la recensione di Rockol

"Lux Prima", l'eleganza formale di Danger Mouse e Karen O

Il produttore-batterista-tuttofare e la ex voce degli Yeah Yeah Yeah insieme per un progetto di grande eleganza formale ma poca sostanza.

Recensione del 21 mar 2019 a cura di Michele Boroni

La recensione

L'attività artistica di Danger Mouse, all'anagrafe Brian Burton, è assai sfaccettata e multiforme e si può suddividere in varie fasi/categorie: quella di leader-batterista di band che alternano capolavori pop a cose irrilevanti (Gnarles Barkley, Broken Bells), quella di produttore bulimico (Beck, Gorillaz. Adele, A$AP Rocky, Red Hot Chili Peppers tra gli altri), terzo componente non ufficiale dei Black Keys, compositore di colonne sonore e di progetti cinematici con amichetti vari come Jack White, Norah Jones, David Lynch e Mark Linkous. “Lux Prima” possiamo classificarlo in quest'ultima categoria, avvicinandolo così a “Roma”, colonna sonora composta insieme a Daniele Luppi di un film mai girato con mille riferimenti morriconiani, anche se qui dentro c'è molto pop, disco, Black Keys sound, un po' di prog e un pizzico di psichedelia.

In questo disco si fa accompagnare da Karen O ex cantante della band garage rock Yeah Yeah Yeah che anche lei si è data alle colonne sonore del cinema newyorkese intelligente (Her e Where the Wild Things Are) dal momento che la reunion con la band (Mosquito, 2013) è stato quantomeno imbarazzante.

Ma cos'è questo “Lux Prima”?

Bella domanda. Bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati. Quello che possiamo dire è che non è un puro divertissment, perché dalla composizione agli arrangiamenti si capisce che ci si sono messi sul serio, si comprende anche dai titoli in latino che aprono e chiudono a mò di concept disc; non è una colonna sonora (anche se è stata presentata come soundtrack di un'installazione del marito di Karen O Barnaby Clay insieme a una serie di light/sound/whatever designer) e non è certo un progetto fatto per le classifiche, seppur l'aria che si respira sia molto pop.

Nella prima canzone di nove minuti che dà il titolo al disco è contenuto tutto quello che sentiremo nei successivi 40 minuti: c'è un po' di atmosfera spacey degli Air, orchestrazioni cinematiche e ritornelli pop anni 90. La voce acuta di Karen O è funzionale ed elegante, anche se quando gioca a fare la Charlotte Gainsbourg (“Ministry”, “Nox Lumina”) perde la partita e anche sulle frequenze più cinematic-pop à la 007 (“Reedemer”) si sente la mancanza del tiro irresistibile di una Shirley Manson.

Si passa quindi dal pezzo slow-disco di “Turn the Light” al banger “Woman” che non sfigurerebbe in un film di Tarantino al sixties uptempo di “Leopard's Tongue”. Tutto molto ben prodotto, elegante, tranquillo ai limiti del “carino”, parola che è inevitabilmente legata a una rapido, prossimo e innocuo oblio.  

TRACKLIST

01. Lux Prima (09:02)
02. Ministry (05:06)
03. Turn The Light (03:19)
04. Woman (02:54)
05. Redeemer (03:49)
06. Drown (03:26)
08. Reveries (03:44)
09. Nox Lumina (06:09)
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