«I NEED A NEW WAR - Craig Finn» la recensione di Rockol

La guerra quotidiana di Craig Finn

Nuovo album solista per Finn, che torna con una prova solida e sempre più legata alla volontà/necessità di raccontare storie per esorcizzare... la vita

Recensione del 26 apr 2019 a cura di Andrea Valentini

La recensione

“Passi tutta la tua vita viaggiando, solo per raggiungere il posto in cui morirai”. È la frase che chiude “Blankets”, brano d’apertura di questo nuovo disco di Craig Finn, nonché singolo di lancio. Avrete capito che il frontman degli Hold Steady, oltre a essere in buona forma, non è certo in vena di frizzi, lazzi, ricchi premi e cotillon.

Ma attenzione: Finn, nella sua poetica umbratile, cruda e in tonalità di grigio, riesce comunque a comunicare un messaggio positivo. È come se ascoltare certe cose e leggerle nero su bianco ci desse la possibilità di raddrizzare il timone, nella consapevolezza di una comune condizione umana che tutti ci lega. Nel bene e nel male.

E allora “I Need A New War” si trasforma in uno Zibaldone di quotidianità dal titolo anche pregno di ironia sottile, se vogliamo. Un catalogo riccamente illustrato di storie di ordinaria esistenza, vissuta ai margini e non. Vicende di persone che fanno del loro meglio per restare a galla con i mezzi a loro disposizione – leciti, illeciti, condivisibili e non.

In questo tipo di narrazione Finn è un maestro e nel nuovo disco tocca nuove vette espressive, affinando il suo stile: ci regala immagini che mixano Carver, Carroll, Burroughs, Salinger e i migliori storyteller statunitensi del secolo scorso. Bozzetti di personaggi descritti a pennellate calde e precise, immortalati nel vivo delle loro storie (di cui a volte conosciamo solo pochi dettagli, ma che pulsano come se ci fossimo immersi anche noi, dentro fino al collo).

Date queste premesse, mai come ora il lato musicale è stato messo al servizio di quello poetico/lirico. Le canzoni, dunque, sono una sorta di piattaforma su cui Finn srotola le sue storie. Le definiremmo un mix di musica extradiegetica e diegetica, se stessimo parlando di un film: perché fanno parte delle storie e commentano le storie. Questa dimensione le rende più discrete, soffuse e delicate che mai – ma non è decisamente un problema. Anzi.

TRACKLIST

01. Blankets (04:10)
02. Magic Marker (03:49)
04. Indications (04:52)
05. Grant at Galena (05:43)
08. Holyoke (03:33)
09. Her With The Blues (04:58)
10. Anne Marie & Shane (04:17)
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