SINGING TO STRANGERS

BMG Rights Management (UK) Limited (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Claudio Todesco

Tempo fa, Jack Savoretti s’è trasferito con moglie, figli e cani nella campagna inglese. Lui, nato da padre italiano e madre tedesco-polacca, a Londra era considerato un inglese come tanti. In quel villaggio di campagna è diventato l’italiano. “Ci ho preso gusto, ho cominciato ad andarmene in giro esclamando ‘ciao!’ e ‘buongiorno!’ manco fossi Roberto Benigni. Ho ritrovato la mia italianità”. L’ha messa – così dice lui – nelle canzoni di “Singing to strangers”, album elegante e dai suoni leccati che richiama sì il vecchio pop italiano, ma anche gli ammiccamenti del soul di casa Motown e le pulsioni sexy di Serge Gainsbourg.

C’è stato un tempo in cui il pop italiano lo facevano anche grandi arrangiatori e compositori come Ennio Morricone o Luis Bacalov. Contribuivano al funzionamento della fabbrica delle canzonette, incassavano e intanto coltivavano una carriera diciamo così seria. Il risultato furono canzoni pop orchestrali arrangiate con raro talento. È il modello a cui si rifà Savoretti che difatti ha voluto registrare “Singing to strangers” al Forum Music Village, lo studio romano fondato da Morricone, Bacalov, Armando Trovajoli e Piero Piccioni. Un posto, dice l’inglese, dove i muri sono pregni del fumo delle sigarette fumate dai geni.

Qui non c’è nessun Morricone, ma “Singing to strangers” è un disco piacevolissimo, pieno di melodie che par di conoscere fin dal primo ascolto. Nella produzione di Cam Blackwood (George Ezra), il suono del gruppo di Savoretti incontra quello di un’orchestra, fra linee di basso corpose, saliscendi d’archi e melodie ammiccanti. Savoretti è un folksinger dal timbro rauco e dall’indole implacabilmente romantica. Qui veste i panni del crooner elegante che canta d’amore, lontananza e solitudine dal punto di vista dell’uomo che ha trovato la felicità – la moglie, i figli, i cani di cui sopra – ma sente dentro di sé la spinta a cercare qualcosa sulla strada, nel confronto col pubblico d'estranei che cita nel titolo del disco.

È la colonna sonora di un film immaginario – così Savoretti ama definire l'album. “Candlelight” abbina melodramma rétro alla James Bond e accenti rhythm & blues, “Dying for you love” ha un attacco di chitarra twangy che fa tanto anni ’50 e ricorda il cinema di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, “Going home” ha una coda che pare “Hey Jude” in chiave gospel-pop, “Youth and love” ha una linea di basso alla Chic e archi molto disco – anche quella in fondo fu una stagione di arrangiamenti orchestrali. “What more can I do?” ricorda il Marvin Gaye d’inizio anni ’70 e “Things I thought I’d never do” strizza l’occhio all’Elton John dello stesso periodo. Tra i riferimenti, Savoretti cita anche il Gainsbourg di “Histoire de Melody Nelson”. E insomma, “Singing to strangers” esce nel 2019, ma a tratti fa molto 1971. Ha l’eleganza casual di quegli anni, ma ovviamente non lo spirito rivoluzionario.

Fa un certo effetto leggere i crediti di “Touchy situation”, musica di Jack Savoretti e testo inedito di Bob Dylan. È un ritratto femminile risalente ai tempi di “Time out of mind” finito per una fortunata coincidenza nella mani del cantante inglese. Non è la canzone migliore del disco, non sembra nemmeno un pezzo di Dylan e forse è meglio così. Fra le bonus track ci sono due pezzi registrati dal vivo alla Fenice di Venezia, “Music’s too sad without you” con Kylie Minogue e “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco che sfuma in “Oblivion” di Astor Piazzolla. È tutto dannatamente carino e, specie nell’edizione deluxe, alla lunga lievemente estenuante. Qualcuno nel compilare la scaletta avrebbe dovuto dire: e se mettessimo solo 8 canzoni, come facevano nel 1971?

 

TRACKLIST

01. Candlelight - (04:31)
02. Love Is on the Line - (03:30)
03. Dying for Your Love - (04:02)
04. Better Off Without Me - (04:01)
05. What More Can I Do? - (04:57)
06. Singing to Strangers - Interlude - (02:53)
07. Youth and Love - (03:55)
08. Touchy Situation - (04:26)
09. Greatest Mistake - (04:59)
10. Things I Thought I'd Never Do - (04:10)
11. Going Home - (04:26)
12. Symmetry - (03:29)
13. Beginning of Us - (03:48)
14. Music's Too Sad Without You - Live from Venice - (04:40)
15. Vedrai Vedrai / Oblivion - Live from Venice - (06:31)