Recensioni / 23 mar 2019

Motley Crue - THE DIRT SOUNDTRACK - la recensione

"The Dirt": la (non troppo) colonna sonora

In contemporanea con il lancio del biopic sui Mötley Crüe, esce un disco presentato come colonna sonora... ma forse è più una compilation e basta

Voto Rockol: 2.5 / 5
Recensione di Andrea Valentini
THE DIRT SOUNDTRACK
Eleven Seven Music (CD)

Questo album viene presentato come “soundtrack” dell’omonimo film – uscito su Netflix venerdì 22 marzo, in contemporanea alla pubblicazione del disco. Non andrò a parlare del film in questa sede, ma, avendolo guardato (come tantissimi), mi assale subito un dubbio.

La domanda è: perché definire “soundtrack” il disco, se in realtà è solo una compilation (nemmeno troppo antologica) dei Crüe con quattro inediti, uno dei quali è peraltro una cover?

Già, perché nella pellicola di musica extra-Crüe se ne sente parecchia. Ed è anche molto buona. Quindi, in un disco presentato come “original soundtrack”, trovo una grave omissione non includere pezzi che si sentono chiaramente guardando il film. Brani del calibro di “You Can’t Put Your Arms Around A Memory” di Johhny Thunders e “Solid Gold, Easy Action” dei T-Rex (giusto per citare i due buchi più clamorosi), “Keep On Knocking” dei Death (quelli di Detroit, non la band death metal!), “Chequered Love” di Kim Wilde, “Go Go Getter” dei power popper The Colors… la lista non è breve e potrebbe continuare.

Poi – già che sono in vena di polemiche – visto che il taglio sarebbe, di fatto, esce-un-disco-antologico-di-pezzi-dei-motley-crue-legati-al-film, sembra di cattivo gusto l’omissione totale del periodo in cui Vince Neil mollò la band e venne sostituito da John Corabi. Nel film, se non altro, per qualche manciata di minuti se ne parla. Nell’album nemmeno una canzone: Mr. Corabi è stato cancellato con un colpo di spugna imbevuta di trielina.

Passiamo ora alla musica. Se sentivate l’esigenza di una compilation dei Mötley Crüe con tutti i successi che già conoscete, allora “The Dirt” fa al caso vostro. Non c’è molto da aggiungere, nel bene e nel male.

Discorso a parte per i quattro bonus inclusi nella raccolta: il pezzo d’apertura è un inedito featuring il rapper Machine Gun Kelly (che nel film impersona Tommy Lee). Che dire: la commistione rap-metal o rap-hard rock fa così anni Ottanta (Anthrax, Aerosmith…) che nel 2019 suona esattamente come un goffo tentativo di essere hip utilizzando linguaggi e segni obsoleti – avete presente l’adulto che nei telefilm comunica coi ragazzi dicendo “hey amici, che sballo, questa non è roba da matusa, facciamoci uno spinello e rockeggiamo!”. Ecco. Bocciato.
Gli altri due inediti semplicemente non reggono il confronto coi classici degli anni Ottanta e la cover di “Like A Virgin” di Madonna ha la stessa utilità e forza espressiva di un frontale fra un radioregistratore Inno-Hit a doppia piastra e un fornetto a microonde.

TRACKLIST

01. The Dirt (Est. 1981) [feat. Machine Gun Kelly] - (03:52)
02. Red Hot - (03:21)
03. On With The Show - (04:03)
04. Live Wire - (03:14)
05. Merry-Go-Round - (03:21)
06. Take Me To The Top - (03:43)
07. Piece Of Your Action - (04:39)
08. Shout At The Devil - (03:14)
09. Looks That Kill - (04:07)
10. Too Young To Fall In Love - (03:32)
11. Home Sweet Home - (03:58)
12. Girls, Girls, Girls - (04:30)
13. Same Ol' Situation (S.O.S.) - (04:13)
14. Kickstart My Heart - (04:42)
15. Dr. Feelgood - (04:50)
16. Ride With The Devil - (03:41)
17. Crash and Burn - (04:13)
18. Like a Virgin - (03:08)