«VILLE VALO & AGENTS - Ville Valo» la recensione di Rockol

La Finlandia pop di Ville Valo, una questione di sentimenti con "Ville Valo & Agents"

Lontano dagli HIM, Ville Valo canta con gli Agents le ballate folk della sua terra

Recensione del 02 mar 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Oltre al canonico love metal, tra gli amori di Ville Valo c’è la musica pop e folk della sua Finlandia. Le opportunità nel corso degli anni non sono affatto mancate per cimentarsi con un repertorio differente da quello che lo ha portato al successo, tra esibizioni in tv in ricordo dell’artista nazionale Kari Tapio, collaborazioni estemporanee e l'ottimo risultato di un singolo, “Olet mun kaikuluotain”, cover del cantante Freeman, a sua volta cover in lingua finnica di “Annie’s song” di John Denver.

Messa una croce, più o meno definitiva, sulla saga degli HIM - a oggi una della band di maggior successo della storia del paese scandinavo, con oltre dieci milioni di dischi venduti - il tenebroso Ville ha colto l’occasione di esprimersi ancora una volta nella propria lingua madre con lil gruppo dei The Agents, storica formazione finlandese capitanata dal chitarrista Esa Pulliainen. Un progetto iniziato tre anni fa, quando lo stesso Esa ha ritrovato alcune demo di un altro artista piuttosto celebre in quelle latitudini, Rauli Badding Somerjoki, scomparso nel 1987. Dall’ascolto di questi provini è scattata l’idea di coinvolgere Ville nel progetto di omaggiare il musicista, incidendo quei brani rimasti incompiuti in una veste più definita, nel disco condiviso “Ville Valo & Agents”.

L'album si compone così di un repertorio popolare di country, schlager e rautalanka accattivante quanto sfuggente e reso ancora più insolito dall’uso di un idioma molto distante da quello cui si è generalmente abituati ad ascoltare dalle nostre parti. Il finlandese in effetti è una singolarità nel panorama delle lingue europee e la sua musicalità può apparire come un’esperienza del tutto atipica. Dopo la breve introduzione strumentale di “Kirstinkulma”, l’occasione per ascoltare Valo in un nuovo repertorio si presenta con "Ikkunaprinsessa", traducibile in italiano come "La principessa in vetrina”. Niente a che vedere però con il negozio di famiglia di Valo, il sex shop e fan base "Aikuisten Lelukauppa" situato nel cuore di Helsinki. Piccola nota a margine, se capita un giro in città, fateci un salto, Kari Valo è un serafico gentiluomo sempre disponibile a seguire le storie bizzarre dei fan di tutto il mondo che varcano la sua soglia in cerca di un gadget degli HIM.

Ancora, tra toni leggeri e atmosfere rilassate, “Ville Valo & Agents” propone le armonie vocali di "Olet mun kaikuluotain” e il sound quasi mediterraneo di “Paratiisi”, il tenero rock di “Tähdet, tähdet”, come pure due brani in lingua inglese, nessuno dei quali cantati da Ville. Il celebre frontman sembra del tutto a suo agio con queste interpretazioni, a metà strada tra la musica tradizionale e le ballate romantiche, arricchendo le tracce del disco con la sua presenza, senza mai reclamare eccessivo protagonismo. Ovviamente un lavoro del genere rappresenta per il turbolento Ville un’esperienza lontana dal clamore delle sue precedenti uscite. Non ci sono languidi intrecci, drammi esistenziali di amore e morte e lupi da scacciare nel freddo della notte artica, c’è, invece, un senso di assoluta serenità in tutto il disco, dove lo stile degli Agents si completa e si incastra con la caratteristica voce profonda del cantante.

Difficile immaginare per Ville Valo un nuovo inizio come novello croner finnico. Piuttosto questa uscita sembra essere una sorta di esperimento per prendere le distanze dal suo personaggio e al tempo stesso riordinare le idee per ritrovare a piccoli passi la giusta traiettoria. È facile pensare che un album di questo tipo potrebbe lasciare una sensazione amarognola tra i fan del metal sospiroso, messi fuori causa da armonie vezzose, così come dalla scelta di esprimersi in finlandese. In effetti, nonostante il nome in copertina richiami le dovute attenzioni, “Ville Valo & Agents” è destinato a un pubblico decisamente meno internazionale, realizzato come omaggio a un artista con una storia ben lontana da quella degli HIM. Un pathos diverso quindi, anche se alla fine, ciò che resta è sempre una questione di sentimenti.

TRACKLIST

01. Kirstinkulma (02:55)
02. Ikkunaprinsessa (03:20)
03. Orpolapsi kiurun (03:26)
04. Paratiisi (02:56)
05. Rockin' With Enzio (02:26)
06. Kuihtuu kesäinen maa (03:46)
07. Kettu (03:02)
08. Tähdet tähdet (03:46)
09. Syksyn lapsia (02:37)
10. Mä haluan sun (03:04)
11. I Told You So (02:54)
12. Tuutulaulu (03:53)
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