«HUELLAS DEL PASADO - Compay Segundo» la recensione di Rockol

Compay Segundo - HUELLAS DEL PASADO - la recensione

Recensione del 25 mar 2000

La recensione

E pensare che fino a qualche tempo fa Compay Segundo non era davvero nessuno...purtroppo nemmeno a Cuba. Le splendide di immagini di Wim Wenders lo hanno aiutato molto, è vero, così come ha fatto quel “Chan Chan” inserito in apertura e chiusura di “Buena Vista Social Club”, ma per il resto Compay è talento puro accompagnato da una personalità unica, un vero e proprio ‘personaggio’ fatto di sigari, rum e ti arpeggi al tres, lo strumento che si vanta di aver inventato lui, modificando una normalissima chitarra. E d’altra parte chi può contraddirlo? Questo – come direbbe Tex – è un satanasso di 94 anni, che ai tempi della rivoluzione cubana – ai tempi di Che Guevara, per intenderci – era uno che il suo grande successo l’aveva già avuto da un pezzo, suonando nel duo Los Compadres e insieme a Maria Teresa Vera. Come dire la storia della musica cubana: ed infatti è proprio a una parte di quel periodo che si rifanno le registrazioni contenute su questo doppio Cd, che copre un arco di tempo compreso tra il 1950 e il 1957, vale a dire tanto il periodo in cui, in coppia con Lorenzo Herrezuelo, Francisco Repilado - in arte Compay Segundo - girava l’isola con la musica dei Compadres, che il periodo successivo, in cui Segundo ha continuato la sua proposta musicale in proprio, con la sua nuova formazione. Se c’è un cuore della musica cubana, un cuore che ne rappresenti maggiormente l’anima sofisticata e romantica ereditata dalla parte spagnola, quello è il cuore delle canzoni di Compay Segundo: la sua vena romantica e allegra, o tristemente malinconica, fa della sua musica uno dei più straordinari prodotti da esportazione che l’Isola possa vantare, alla pari del rum, dei leggendari sigari e del mito della rivoluzione. E’ una musica da cerimonia, lontana dalle contaminazioni africane proprie del sud, e questo nonostante sia proprio da lì, da Siboney, che Compay arriva. Ma in lui sembra essere prevalsa la filosofia e la struttura del musicista ‘da corte’, prodigo di attenzioni nel deliziare il suo pubblico, che intrattiene con consumata abilità. Queste registrazioni cubane mettono in mostra anche le sue doti di compositore, sia in coppia con l’altro compadre che in proprio, e costituiscono un giusto supplemento per quanti conoscano soltanto la sua musica più recente.
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