Erredieffe - HAREM B - la recensione
Recensione del 24 mar 2000
E’ sinceramente difficile dare una vera credibilità alla scena R&B italiana, soprattutto se inevitabilmente si finisce per fare paragoni con l’offerta di talenti provenienti dagli States e dal Regno Unito. La realtà è che in Italia una vera scena soul non esiste, almeno non al livello artistico e produttivo offerto dagli USA che, in questo senso, possono vantare un secolo di tradizione. Nel nostro paese esistono invece un sacco di artisti (soprattutto giovani) che vivono ascoltando la musica dei grandi interpreti d’oltre Oceano, cercando poi di aggiungere alla loro proposta un pizzico di quei suoni che tanto successo riscuotono nelle chart americane. Tralasciando una realtà già radicata (e sulla quale si è già discusso abbastanza) come quella dell’hip hop, in Italia forse solo Giorgia, Irene La medica e Camilla sono riuscite negli ultimi anni a fare del buon soul, per il resto non credo che ci sia stato granché. Le romane Erredieffe arrivano proponendosi su questa scia di pseudo R&B italiano ma, alla fine, anche per loro prevale più l’aspetto pop di quello fin troppo ostentato del soul. Non basta infatti aggiungere qua e la interventi rap o ispirarsi ai luccicanti esempi di hip hop soul americani per essere credibili. E’ la base culturale, la tradizione che mancano. E si sente. Senza nulla togliere alle tre Erredieffe, che onestamente fanno la loro proposta musicale, nessuno nel nostro paese è riuscito ad avvicinarsi allo stile di artisti come Mary J. Blige, Desteny’s Child, R. Kelly o Puff Daddy (tanto per citare qualche nome spesso preso a riferimento dagli artisti nostrani), per cui il termine R&B è spesso scomodo e inesatto. Le quattro ragazze viste anche a Sanremo con il brano “Ognuno per sé” hanno realizzato un onesto album di pop italiano, sicuramente ispirato ai suoni del più moderno R&B ma, ripeto, si tratta di ispirazione. La sostanza è tutt’altra cosa.