«THE PAINS OF GROWING - Alessia Cara» la recensione di Rockol

I dolori della giovane Alessia Cara in musica: "The Pains Of Growing"

Secondo disco di Alessia Cara sull'ansia di crescere. Disco pop in cui molti teen agers possono riconoscersi. E' la conferma di un talento.

Recensione del 17 dic 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Tra le varie cose successe nel 2018 c'è anche quella di aver reso musicalmente rilevanti dischi di certe giovani pop-star che un tempo avremmo etichettato come semplice bubble-gum pop per adolescenti. E invece l'esordio di Kali Uchis è, per chi scrive, il miglior disco dell'anno, mentre Ariana Grande ha messo in piedi un disco ricco ma anche assai sincero e personale, compendio di un anno vissuto intensamente. E ora arriva Alessia Cara, nominata in ritardo l'anno scorso miglior nuova artista con un Grammy Awards, e che esce in queste settimane con il suo secondo disco “The Pain of Growing”. 
Anche lei come il suo compaesano Justin Bieber è nata con le videocover su YouTube, ma si è subito fatta notare nel 2015 con il singolo “Here”, canzone simbolo dell'inadeguatezza adolescenziale durante un animato party. 


Già dal titolo si capisce lo stato d'animo che permea tutto questo disco: tristezza, teen ager spleen, insicurezza e piccoli disastri amorosi nell'epoca dei social network, o meglio, degli anti-social come li definisce in “7 days” rivolgendosi direttamente a Dio ricordando i trolling a cui è stata sottoposta dopo aver vinto il Grammy (“Does he hang his head at all the greed that we possess? / As the anti-social media perpetuates the mess”). 
Le canzoni sono tutte scritte dalla ventiduenne di origine italiane, mentre la produzione è in gran parte in mano a Pop & Oak: si va dal midtempo Motown di “Comfortable” al reggae “Trust my lovely”, c'è un po' di pop-retro Winehouse (“Not today”), chitarrine alla XX (“All we know”)  R'n'B (“Growing Pains”,“7 Days”) e brani acustici come “I do not want to” e “A little more” che la pone come una credibile versione femminile di Ed Sheeran. 
Alessia Cara è brava, sicura di sé e credibile nel mescolare spleen adolescenziale con messaggi di imbarazzante sincerità un po' naif  (“And I talk in circles, but at least I say what I mean”), vita da popstar nelle camere d'albergo (in “Wherever I am”)  e ironia (“And I'm not Bowie, Prince or Queen / But at least I do what I dream” canta in "Girl next door"). 
Pur non avendo un look appariscente e riconoscibile – e forse è proprio questo uno dei suoi punti forti – Alessia Cara rischia di essere una delle prossime superstar pop con qualcosa da dire. 

 

TRACKLIST

01. Growing Pains (03:13)
02. Not Today (02:36)
03. I Don't Want To (02:42)
04. 7 Days (03:28)
05. Trust My Lonely (03:19)
06. Wherever I LIve (03:05)
07. All We Know (03:23)
08. A Little More (02:26)
09. Comfortable (04:17)
10. Nintendo Game (02:41)
11. Out Of Love (03:47)
12. Girl Next Door (03:22)
13. My Kind (03:01)
14. Easier Said (03:25)
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