THE PAINS OF GROWING

Island (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Michele Boroni

Tra le varie cose successe nel 2018 c'è anche quella di aver reso musicalmente rilevanti dischi di certe giovani pop-star che un tempo avremmo etichettato come semplice bubble-gum pop per adolescenti. E invece l'esordio di Kali Uchis è, per chi scrive, il miglior disco dell'anno, mentre Ariana Grande ha messo in piedi un disco ricco ma anche assai sincero e personale, compendio di un anno vissuto intensamente. E ora arriva Alessia Cara, nominata in ritardo l'anno scorso miglior nuova artista con un Grammy Awards, e che esce in queste settimane con il suo secondo disco “The Pain of Growing”. 
Anche lei come il suo compaesano Justin Bieber è nata con le videocover su YouTube, ma si è subito fatta notare nel 2015 con il singolo “Here”, canzone simbolo dell'inadeguatezza adolescenziale durante un animato party. 


Già dal titolo si capisce lo stato d'animo che permea tutto questo disco: tristezza, teen ager spleen, insicurezza e piccoli disastri amorosi nell'epoca dei social network, o meglio, degli anti-social come li definisce in “7 days” rivolgendosi direttamente a Dio ricordando i trolling a cui è stata sottoposta dopo aver vinto il Grammy (“Does he hang his head at all the greed that we possess? / As the anti-social media perpetuates the mess”). 
Le canzoni sono tutte scritte dalla ventiduenne di origine italiane, mentre la produzione è in gran parte in mano a Pop & Oak: si va dal midtempo Motown di “Comfortable” al reggae “Trust my lovely”, c'è un po' di pop-retro Winehouse (“Not today”), chitarrine alla XX (“All we know”)  R'n'B (“Growing Pains”,“7 Days”) e brani acustici come “I do not want to” e “A little more” che la pone come una credibile versione femminile di Ed Sheeran. 
Alessia Cara è brava, sicura di sé e credibile nel mescolare spleen adolescenziale con messaggi di imbarazzante sincerità un po' naif  (“And I talk in circles, but at least I say what I mean”), vita da popstar nelle camere d'albergo (in “Wherever I am”)  e ironia (“And I'm not Bowie, Prince or Queen / But at least I do what I dream” canta in "Girl next door"). 
Pur non avendo un look appariscente e riconoscibile – e forse è proprio questo uno dei suoi punti forti – Alessia Cara rischia di essere una delle prossime superstar pop con qualcosa da dire. 

 

TRACKLIST

01. Growing Pains - (03:13)
02. Not Today - (02:36)
03. I Don't Want To - (02:42)
04. 7 Days - (03:28)
05. Trust My Lonely - (03:19)
06. Wherever I LIve - (03:05)
07. All We Know - (03:23)
08. A Little More - (02:26)
09. Comfortable - (04:17)
10. Nintendo Game - (02:41)
11. Out Of Love - (03:47)
12. Girl Next Door - (03:22)
13. My Kind - (03:01)
14. Easier Said - (03:25)
15. Growing Pains (Reprise) - (00:59)