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Recensioni / 14 dic 2018

Zayn Malik - ICARUS FALLS - la recensione

Zayn torna con un nuovo (lunghissimo) album e prova a spiccare il volo

Due anni dopo "Mind of mine", riecco l'ex One Direction: il nuovo album contiene 27 pezzi che vedono il cantante mettere da parte l'r&b americano e giocare con suoni diversi. Ma rischia di far perdere il filo. La recensione.

Voto Rockol: 3.0/5
Recensione di Mattia Marzi
ICARUS FALLS
RCA Records, a division of Sony Music Entertainmen (Digital Media)

27 canzoni. Un'ora e mezza di musica. E suoni che spaziano dall'r&b al pop elettronico, passando per il funk, qualche ballata piano e voce e un paio di episodi che strizzano l'occhio al mondo dell'hip hop. Dopo il debutto solista post-One Direction con "Mind of mine" del 2016 Zayn Malik torna con "Icarus falls", un album doppio che racchiude due anni di lavoro: esce prima in digitale e poi tra una settimana in formato fisico.

La playlist è diventata già da un po' metafora e simbolo di questi tempi ed è una parola forse un po' abusata. Ma è inevitabile parlare di album-playlist quando ti trovi di fronte un disco da quasi trenta pezzi (nell'era dello streaming funziona così: più un disco è lungo e più canzoni contiene, maggiori sono le probabilità che scali le classifiche e conquisti rapidamente Dischi d'oro e di platino - vedi anche Drake, Migos e Chris Brown). Zayn lo ha pubblicato "a puntate", un singolo per volta: alcuni, come "Let me" (105 milioni di visualizzazioni) e "Entertainer" (43 milioni di views), sono andati piuttosto bene su YouTube e sulle piattaforme di streaming; altri, come "Sour diesel", "Too much" (con Timbaland), "Fingers", "No candle no light" (con Nicki Minaj), "Rainberry", "Good years" e "There you are" hanno fatto numeri più bassi, ma sono comunque serviti ad alimentare l'hype e a costruire il percorso che alla fine ha portato al disco completo.

Questo "Icarus falls" Zayn Malik lo ha costruito proprio come si compone una playlist: lasciando il progetto sempre aperto, un continuo work in progress. Il rischio era di non riuscire più a chiuderlo (l'album sarebbe dovuto uscire già lo scorso anno), così alla fine il cantante ha dovuto darsi una regolata: ha messo il punto dopo aver inserito la ventisettesima canzone. Negli ultimi mesi Zayn ha allargato il suo team di collaboratori: per il disco precedente aveva lavorato con cinque produttori, invece qui ce ne sono ben quindici - tra questi anche Timbaland, i Saltwives (che hanno messo mano alla maggior parte dei pezzi), Greg Kurstin (Adele, Sia, Beck), Rob Cavallo (Green Day, My Chemical Romance, Paramore, Lil Peep) e Brian Lee (Lady Gaga, Icona Pop). 

All'r&b americano che aveva caratterizzato l'album del 2016 qui l'ex 1D sembra preferire un elettropop più semplice (e forse un po' troppo plasticoso), tra beat, sintetizzatori, tastiere anni '80 e ritornelli dritti. In generale, le atmosfere di "Icarus falls" sembrano più sbarazzine rispetto a quelle del disco precedente - pezzi come "Let me", "You wish you knew" o "All that" strizzano l'occhio a "Still got time", il singolo con PARTYNEXTDOOR uscito lo scorso anno (oltre 55 milioni di visualizzazioni su YouTube), non incluso però nel disco. I ritornelli sono più orecchiabili e immediati, puro pop nello stile di "Dusk till dawn", altro singolo uscito lo scorso anno (in duetto con Sia) ma rimasto fuori dal disco. In "Sour diesel" Zayn gioca con sonorità funk (ha provato anche a suonare qui e là qualche chitarra, tastiere e sintetizzatori), in "Back to life" torna a recuperare le sue radici con suoni arabeggianti (ha origini per metà pakistane). E poi ancora: "Too much" potrebbe ricordare qualcosina dei Daft Punk più intimisti, "Good years" è una ballatona per piano e voce à la Adele, "Good guy" si apre con una chitarra che cita "Bang bang (My babe shot me down)". Quando torna nei territori dell'r&b americano, più che a Frank Ocean (il principale punto di riferimento di "Mind of mine") Zayn sembra strizzare l'occhio a Usher e Drake: basti ascoltare "Fingers", che sembra uscire fuori da un disco r&b dei primi anni Duemila. 

"Mind of mine" era un disco concluso, in cui le varie tracce erano legate tra loro da un filo conduttore - se non a livello di temi, sicuramente a livello di suoni. Invece "Icarus falls" è un album senza centro (rischia più volte di far perdere il filo, durante l'ascolto), vario per quanto riguarda suoni e generi, reticolare: ognuno può crearsi il suo "Icarus falls", scegliendo le sue tracce preferite e mettendole in un ordine personale. Zayn fa un passo di lato e si sporca un po' le mani per cercare di non restare intrappolato negli stessi suoni e nelle stesse atmosfere, provando a spiccare il volo come Icaro. 

TRACKLIST

01. Let Me - (03:05)
02. Natural - (03:13)
03. Back To Life - (03:15)
04. Common - (03:52)
05. Imprint - (03:10)
06. Stand Still - (03:18)
07. Tonight - (03:40)
08. Flight Of The Stars - (03:20)
09. If I Got You - (03:19)
10. Talk To Me - (03:00)
11. There You Are - (03:19)
12. I Don't Mind - (03:25)
13. Icarus Interlude - (04:00)
14. Good Guy - (02:34)
15. You Wish You Knew - (03:25)
16. Sour Diesel - (04:03)
17. Satisfaction - (03:28)
18. Scripted - (03:41)
19. Entertainer - (03:22)
20. All That - (03:19)
21. Good Years - (03:00)
22. Fresh Air - (02:48)
23. Rainberry - (02:51)
24. Insomnia - (02:55)
25. No Candle No Light (feat. Nicki Minaj) - (03:15)
26. Fingers - (02:51)
27. Too Much (feat. Timbaland) - (03:05)