«PUNK - Gazzelle» la recensione di Rockol

Gazzelle fa le cose sul serio: la recensione di 'Punk'

Quelle di "Superbattito" erano canzoni da cameretta. Ora il cantautore romano torna con un disco dai suoni retrò, in cui ballatone tradizionali incontrano un britpop addolcito e itpoppizzato.

Recensione del 30 nov 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Non ascoltare questo album se sei single ma hai ancora in testa la tua ex. Soprattutto, non farlo se nei paraggi c'è qualche alcolico e sul cellulare hai ancora salvato il numero della tipa. Nel migliore dei casi potresti svegliarti il giorno dopo e scoprire che mentre eri ubriaco lercio le hai scritto che ti manca di brutto. Nel peggiore dei casi potresti ritrovarti a camminare avanti e indietro sotto casa sua (proprio come Gazzelle in "Sopra"), ovviamente senza averne piena coscienza, con il padre che si affaccia alla finestra e ti imbruttisce.
"Punk" è un disco di ballatone per cuori infranti, da cantare a squarciagola per urlare tutta la solitudine: oneste canzoni d'amore, né troppo antiche (il linguaggio è quello dell'itpop, quindi non aspettatevi di ascoltare versi tipo "stesi su un prato a guardare le nuvole e le fragole": ormai quella roba lì nel pop italiano è demodé) né troppo moderne (a livello di suoni si guarda molto alle sonorità acustiche anni '60 e '70).

Quelle di "Superbattito", l'album d'esordio del cantautore romano, uscito all'inizio del 2017, erano canzoni da cameretta: un synthpop semplice e efficace, tra melodie appiccicose e arrangiamenti senza pretese che lasciavano comunque trasparire una scrittura interessante. Per registrare il nuovo album Gazzelle ha avuto a disposizione più mezzi e ha fatto le cose sul serio: "Punk", prodotto da Federico Nardelli, è un disco più suonato di "Superbattito", in cui la bella scrittura del cantautore romano incontra arrangiamenti più complessi e curati. In primo piano c'è il suono di strumenti tradizionali come pianoforte, chitarre, batterie vere e archi ("Smpp", "Punk", "Tutta la vita", "Scintille", "Coprimi le spalle", "Sbatti"), ma non mancano due o tre pezzi ancora vicini alle sonorità di "Superbattito" ("Sopra", "Omg", "Non c'è niente").

Leggere i testi senza ascoltare le canzoni è da presa male pazzesca: "Preso male che non c'è più nessuno come te / e piangi sul cuscino tutte quante le mie lacrime / bevo come un ragazzino quando bevo senza te / quando faccio schifo, quando faccio schifo come te", canta Gazzelle nel ritornello della title track. E poi baci congelati, ricordi da cercare nel frigo e mani nelle tasche da dimenticare ("Tutta la vita"), torte di mele da mangiare per combattere la nostalgia ("Sbatti"), occhi di cera e pioggia dentro la pancia ("Non c'è niente"). In certi casi, però, gli arrangiamenti ribaltano completamente l'atmosfera, come i tastieroni tra Liberato e Coldplay di "Sopra": Gazzelle canta al passato della sua ex che se ne va lontano mano nella mano con il suo nuovo tipo, ma lo fa su una musica che ti fa venire voglia di infilarti i pattini e cercare la pista più vicina a casa tua per fare grandi acrobazie.

Se in "Superbattito" Gazzelle sembrava strizzare l'occhio un po' a Calcutta (soprattutto nelle atmosfere) un po' a Contessa e i suoi Cani (nei suoni), qui sembra aver trovato una sua identità, tra ballatone tradizionali all'italiana e un britpop addolcito e itpopizzato (su Instagram, la pagina di meme della scena indie ha pubblicato un simpatico collage in cui Gazzelle è la "Netflix adaptation" di Liam Gallagher, a sua volta la versione anime del manga John Lennon). Rispetto a un anno e mezzo fa, ora gioca in un altro campionato. E vuole restarci.

TRACKLIST

01. Smpp (03:58)
02. Punk (03:53)
03. Sopra (03:13)
04. Tutta la vita (03:05)
05. Sbatti (03:17)
06. Non c'è niente (03:04)
07. OMG (03:06)
08. Scintille (03:11)
09. Coprimi le spalle (03:38)
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