«BLACK HONEY - Black Honey» la recensione di Rockol

Il primo album della indie band di Brighton

Black Honey, l'album di debutto tra elettronica e spaghetti western

Recensione del 01 dic 2018 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Gli inglesi, si sa, sono sempre piuttosto impulsivi nell’etichettare le loro novità come “next best thing”. Non fanno eccezione nemmeno i Black Honey da Brighton, che dal 2014, brano dopo brano, hanno iniziato a creare una certa attenzione nei propri riguardi.

Così, se la stampa d’oltremanica ne ha già tessuto le lodi a più riprese, la rock band capitanata dalla bionda Izzy B. Phillips ha cavalcato l’onda giusta del crescente interesse con un buon uso dei social network, un’incessante attività live e una serie di uscite in vinile pubblicate a cadenza più o meno regolare. Il risultato di questo tam tam mediatico è stato l’ottimo risultato del primo eponimo “Black Honey”, la cui tiratura iniziale è andata esaurita con la velocità delle grandi occasioni e ha permesso al gruppo di entrare nella top ten britannica nella prima settimana di vendita.

Dopo anni passati a suonare un po’ ovunque - in Italia hanno aperto gli spettacoli dei compaesani Royal Blood, complici tra l’altro in questa uscita nel brano “Into the nightmare” - gli Honeys si sono fatti notare per un sound che strizza volentieri l’occhio all’immaginario caro a Quentin Tarantino. I riferimenti artistici, con quella bocca sensuale ritratta in copertina, richiamano - per organico e colorazione tricotica della cantante - i Blondie di Debbie Harry, ma anche l’elettrica alternativa di Suede ed Elastica e la dance paiettata sperimentata da Lady Gaga e Scissor Sisters. In questo “Black Honey” convivono così una varietà di stili che flirtano volentieri tra elettronica e distorsioni, capaci di mettere insieme un universo da B movie fatto di eroine senza paura, donne fatali e duelli in odore di spaghetti western. Languori e tensioni che la frontwoman manifesta di fatto in una raccolta di canzoni terribilmente catchy, abbracciando generi diversi con stile e coesione. “Dig” è una sensuale ballata dal sapore agrodolce, carica di glamour e quasi in contrasto con la trascinante euforia di “Hello today” ("Hello today, 'cause I got heaven in my veins / Tomorrow's new, God and Buddha love me too", si ripete a oltranza), già rockeggiante singolo uscito lo scorso anno, caratterizzata invece da un’allegra aura di bisboccia.

Lo scenario tracciato del quartetto non è certo una novità, eppure l’esordio dei Black Honey ingrana fin dalle sue prime battute un sound sofisticato e appiccicoso nel combinare i differenti umori del gruppo in una miscela focosa di disco, new wave, pop e rock. Rispetto a quanto fatto in precedenza, la band qui si scopre a suo agio sulle piste da ballo, nel groove plasticoso di “Midnight”, che riflette le luci della migliore New York nottambula con tanto di falsetto a farsi largo nel dancefloor. E ancora, “What happened to you..” con i suoi bassi carichi e la solita malizia di fondo, si apre in un altro ritornello da mandare subito a memoria.

Il romantico modernariato del gruppo riprende e rielabora quindi il pop d’alto bordo del passato con un disco arrivato con calma dopo anni di gavetta e che non teme le alzate di scudi per un eccessivo tasso di zuccherosità, ma anzi, cavalca la scia del revival cinematografico con buona vena creativa. Dall’iniziale tirata di “I only hurt the ones I love” fino alla chiusura romantica di “Wasting time”, passando per una “Blue romance” che sembra rendere omaggio a Lana Del Rey e la sensualità attraente di “Bad friends”, i Black Honey offrono la loro colonna sonora ideale con brani tormentone divisi in eguale misura tra ammiccamenti e turbamenti. Il tocco fine per le melodie facili e quel pizzico di tensione erotica che la caratterizza, fa di Izzy e dei suoi Black Honey non solo delle brillanti stelle del mondo indipendente quanto un fortunanto ambo che punta dritto al grande pubblico. Loro malgrado, forse.

TRACKLIST

02. Midnight (03:23)
03. What Happened To You_ (03:02)
04. Bad Friends (02:45)
05. Blue Romance (03:11)
06. Crowded City (03:01)
07. Hello Today (02:32)
08. Baby (03:13)
09. Into The Nightmare (03:25)
10. Dig (03:27)
11. Just Calling (03:20)
12. Wasting Time (03:40)
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