Recensioni / 21 nov 2018

Dutch Nazari - CE LO CHIEDE L'EUROPA - la recensione

Dutch Nazari: leggi qui la recensione del nuovo "Ce lo chiede l'Europa"

A due anni da "Amore povero, Dutch Nazari torna con dodici inediti.

Voto Rockol: 3.5 / 5
Recensione di Marco Jeannin
CE LO CHIEDE L'EUROPA
Undamento (DIGITALE)

“Ce lo chiede l’Europa” è una frase che è stata usata fino allo sfinimento dalla Politica negli ultimi otto/nove anni, di solito per giustificare scelte impopolari scaricandone la responsabilità. La foto di copertina è una raffigurazione simbolica del concetto di Europa: i ragazzi sorridenti rappresentano il capitale umano della cosiddetta “generazione Erasmus”, la prima a identificarsi come europea. Alle loro spalle un'edilizia orribile, simbolo di un altro aspetto di questa Europa, il modello di sviluppo economico liberista, che non tiene conto delle proprie risorse e spesso genera mostri.

Dutch Nazari ha le idee. E con ha le idee intendo che ad oggi è un artista con qualcosa da dire e un modo tutto suo per dirlo.

Di Dutch si è fatto un gran bel parlare fin dai tempi di “Diecimila lire” e “Fino a qui”, due lavori che effettivamente hanno fatto da traino a “Amore povero”, un disco davvero molto buono che ci ha presentato Dutch in tutta la sua gloria. O meglio, ci ha presentato il suo essere un cantautorap in tutta la sua gloria. Il concetto di cantautorap è al centro anche di questo nuovo album, e non potrebbe essere altrimenti. “Ce lo chiede l’Europa” conta dodici pezzi prodotti dal confermatissimo sodale di lunga data di Dutch, Luca Patarnello aka Sick et Simpliciter, che portano avanti il discorso di “Amore povero” andando però a asciugare ancora di più la forma per sottolineare meglio i contenuti. Contenuti che si fanno apprezzare per l’abilità con cui Dutch racconta, e qui entra in gioco appunto il suo essere cantautorap, un rapper cantautore. Qualifica che non dovrebbe e non deve stonare, visto che effettivamente nei dodici pezzi c’è il rap, ma ci sono anche gli Offlaga Disco Pax (per dire), ci sono i cantautori di ieri e di oggi, c’è tanto del compagno di scuderia, Coez, così come dei Coma Cose (in particolare di Fausto Edipo Lama Zanardelli), degli amici trovati lungo il percorso, vedi Willy Peyote o Frah e di quelli di vecchia data come D’Argen. E se una persona la puoi inquadrare anche dalle frequentazioni, il discorso in campo musicale vale doppio. Dutch Nazari di “Ce lo chiede l’Europa” è quindi un artista in piena maturazione che ha fatto sua la lezione del pop contemporaneo e della canzone d’autore, sintetizzando il tutto per trovare la propria strada. In questo senso “Ce lo chiede l’Europa”  è un disco molto personale, più intimo del previsto. Poesia vera e propria, che si installa su un background più tendente all’elettronica e alla stratificazione sonora rispetto al passato, mantenendo però costante un mood particolarmente soffuso, a tratti quasi malinconico e agrodolce. Dutch si muove quindi con gusto e delicatezza in pezzi come l’opening “Calma le onde”, la ballad “Fuori fuoco”, nell’ironica e disillusa “Momento clinico”, “Mirò” (che a quanto pare è piaciuta parecchio pure a Tiziano Ferro), nell’intima e dolcissima “Girasoli” fino alla chiusura classe affidata all’ottima titletrack “L’Europa”. Un ottimo passo avanti. 

TRACKLIST

01. Calma le onde - (03:05)
02. Tutte le direzioni - (02:33)
03. Miró - (03:33)
04. Fuori fuoco - (03:22)
05. Guarda mamma senza money - (03:27)
06. Momento clinico - (02:50)
07. Lontana tu - (03:32)
08. Così così - (03:34)
09. Bella per sbaglio - (03:47)
10. Girasoli - (03:01)
11. Comunque poesia - (03:34)
12. L'Europa - (03:36)