«FROM GAS TO SOLID / YOU ARE MY FRIEND - Soap & Skin» la recensione di Rockol

Soap & Skin - FROM GAS TO SOLID / YOU ARE MY FRIEND - la recensione

Recensione del 30 ott 2018 a cura di Francesco Locane

La recensione

Abbiamo conosciuto l'austriaca Soap&Skin dieci anni fa, con un ep benedetto anche da un remix del connazionale Fennesz: sonorità dolenti, classiche e sperimentali insieme, spesso avvolte da un'elettronica cupa e solenne, attraversavano anche “Lovetune for Vacuum”, conferma della statura di una delle artiste più originali e interessanti del panorama musicale europeo, e il funereo “Narrow” che nel 2012 rifletteva sulla prematura scomparsa del padre. Poi Anja Plaschg non ha pubblicato quasi più nulla per sei anni, durante i quali ha scritto musica per il teatro, interpretato due film e dato alla luce una bambina. “Non sono più la persona di prima”, si è detta, prima di esprimersi nuovamente sul pentagramma e incidere, produrre e suonare (quasi del tutto da sola) questo terzo riuscito LP.

“From Gas to Solid / you are my friend” presenta interessanti novità a partire dall'artwork: per la prima volta il volto della musicista è sostituito in copertina da una composizione fotografica ispirata alle vedute NASA della Terra. Un segnale di una nuova prospettiva – meno personale e più globale – di cui diremo tra poco. Gli arrangiamenti sono per lo più affidati a strumenti classici (pianoforte, organo, harmonium, archi e fiati), che comunque non scalzano del tutto l'elettronica. Un'angosciante cupezza di fondo è rimasta, ma i plumbei cieli dipinti dalla Plaschg si aprono in squarci luminosi che raggiungono l'apice in “Heal”, primo estratto del disco, dove si sancisce la sconfitta della paura e la possibilità di guarigione da un mondo malato, direttamente interpellato dall'invocazione iniziale per piano e voce “This Day”.

La ricorrente dimensione personale rivela una possibile lettura politica, in filigrana non solo nella già menzionata “This Day”, ma anche negli accordi di “Italy”, dove il nostro Paese è l'auspicato approdo di un viaggio difficile. La transizione e il cambiamento sono temi centrali sin dal titolo: il processo di brinamento (dal gas al solido), unito all'amicizia, suggerisce un passaggio consapevole e corale verso la concretezza, un maggiore controllo della materia rispetto ai casuali moti browniani dell'animo che hanno permesso a Soap&Skin di creare capolavori catartici e di esibirsi in concerti realmente sconvolgenti. Tuttavia basta ascoltare gli ingranaggi meccanici/organici su cui gira “Athom”, la potenza di una “Surrounded” finalmente in una forma definita dopo qualche apparizione live, i percorsi imprevedibili di “Foot Chamber” e l'apocalittica “Falling” per rendersi conto che i profondi costrutti sonori di Anja Plaschg continuano a palpitare di un'intensità rara ed emozionante, dovuta anche alle tensioni irrisolte e alle contraddizioni che li attraversano. La svolta finale di “Safe with Me” (in cui Anja canta “No love can be safe with me”), la diabolica circolarità del detto latino “In girum imus nocte et consumimur igni” resa dai cori di “Palindrome”, le dissonanze e foschie elettroniche in cui è immersa buona parte della cover di “What a Wonderful World” sono i segnali che Anja, pur dibattendosi ancora tra genio e tormento, sa ora cogliere e trasmettere anche qualche inaspettato barlume di speranza.

TRACKLIST

01. This Day (03:27)
02. Athom (04:02)
03. Italy (03:34)
04. (This Is) Water (02:10)
05. Surrounded (04:16)
06. Creep (02:20)
07. Heal (04:13)
08. Foot Chamber (03:10)
09. Safe With Me (03:17)
10. Falling (05:38)
11. Palindrome (03:02)
12. What a Wonderful World (02:24)
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